Stop alla pesca al tonno rosso almeno fino a quando lo stock non si riprenderà: è questa la richiesta del WWF in occasione dell’incontro dell’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) che si apre oggi a Marrakech (Marocco) e che discuterà, fino al 24 novembre, della gestione della pesca del tonno rosso in Atlantico e nel Mediterraneo. E’ l’ultima occasione per salvare questa specie dal collasso commerciale ed evitare che la risorsa e tutta l’economia che vi ruota attorno abbiano un futuro segnato. Il WWF ricorda che un simile ‘tracollo’ economico e di specie è già avvenuto negli anni ‘90 al merluzzo nelle acque dell’Atlantico settentrionale: nel 1992-1993, il governo canadese fu obbligato a chiudere la pesca del merluzzo (senza specificarne la riapertura) a collasso ormai avvenuto. Oltre 40.000 persone persero il lavoro. Sia la comunità di pescatori, sia lo stock di merluzzo a tutt’oggi non hanno ancora raggiunto i livelli precedenti al collasso. In quell’occasione il governo canadese era stato più e più volte avvertito da ambientalisti e comunità scientifica che lo stock era sovrasfruttato. Allora la mancata azione di riduzione delle quote, l’iniqua limitazione dello sforzo di pesca, il tutto sorretto da una visione politica a breve termine, crearono un danno economico ed ecologico, i cui effetti oggi - dopo più di 15 anni - sono ancora tangibili.  “Disgrazia internazionale”: così è stato definito il lavoro sul tonno rosso della Commissione ICCAT. A rafforzare questa dichiarazione e le preoccupazioni del mondo scientifico è stata la stessa IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) che nell’ultimo Congresso Mondiale sulla Conservazione della Natura, che si è svolto a Barcellona lo scorso ottobre, ha espresso enorme preoccupazione chiedendo che venissero adottate misure drastiche, come la chiusura della pesca e la creazione di santuari per la protezione delle delicate fasi riproduttive della specie. Per il WWF la gestione della pesca del tonno rosso è stata un fallimento in Mediterraneo e in Italia e l’illegalità generalizzata legata  allo sforamento delle quote previste annualmente ha messo in ginocchio il tonno rosso, una delle specie più tipiche del nostro mare. E' necessario che il Governo italiano e tutti i Governi mediterranei siano responsabili e guardino al futuro. Il WWF, che ha apprezzato le affermazioni del Ministro Zaia per una moratoria della pesca del tonno rosso, oggi chiede che  l’Italia sia il Paese guida per la “nuova rotta” in difesa di una delle specie mediterranee che più ci caratterizza”.

Il WWF ha recentemente  consegnato alle autorità italiane e alla Commissione UE i risultati di una ricerca (“Pesca del tonno fuori controllo - Ecco le prove”>>) che dimostrava – nonostante il lavoro della Capitaneria di porto -  la presenza di un’illegalità diffusa e reiterata negli anni, pescherecci pirata e porti fantasma, trasferimenti non registrati di tonni vivi in allevamenti all’estero, mercati irregolari, criminalità organizzata presente e operante sui mercati remunerativi del tonno rosso, registrazioni di vendite e catture improprie e fuori dal dettato comunitario. E proprio in ambito comunitario la situazione dell’Italia non è affatto rosea: la Commissione ha infatti messo in mora l’Italia per carenze nell’attuazione del piano di salvaguardia del tonno rosso e controllo della sua pesca, e nello specifico per il mancato rispetto dell’obbligo di inviare i dati relativi alle catture, così come previsto dal Regolamento ICCAT, oltre che  per le carenze nel controllo di questa attività di pesca. 

Alla luce dei dati del dossier, della condizione della specie, delle indicazioni della comunità scientifica e della Comunità Europea il WWF ritiene che la questione debba essere all’ordine del giorno delle attività del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed è a disposizione per collaborare e trovare soluzioni che permettano di salvare anche i pescatori dalla crisi che potrebbe colpirli nel breve termine. “Crediamo infatti che la pesca al tonno rosso nel Mediterraneo debba essere chiusa immediatamente, almeno fino al momento in cui la comunità scientifica dimostrerà che lo stock di tonno rosso non si sia ripreso – ha dichiarato Marco Costantini, responsabile Mare del WWF Italia – Il destino del merluzzo e dell’economia che vi ruotava attorno potrebbe essere il medesimo anche per il tonno rosso: perderemmo così  una specie importante per l’equilibrio dei nostri mari e un’attività che caratterizza l’economia e la storia dell’Italia nel mondo. Il WWF è favorevole ad un utilizzo sostenibile delle risorse ittiche in appoggio dei pescatori che agiscono correttamente entro i limiti delle leggi  e si augura che la riunione ICCAT decida per la tutela del tonno seguendo le indicazioni della comunità scientifica. Qualunque nuovo piano di gestione dovrà includere una chiusura stagionale durante la stagione riproduttiva, una quota totale di tonno pescabile inferiore alle 15.000 tonnellate ogni anno e aree protette o ‘Santuari’ nelle principali aree di riproduzione di tonno rosso del Mediterraneo".



 
Il sito dell'ICCAT >>

Dal sito WWF Internazionale la sezione dedicata alla crisi del tonno e cosa fa il WWF >>



 





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