Starbucks spreca ogni giorno 23 milioni di litri d’acqua, una quantità che soddisferebbe il fabbisogno giornaliero della Namibia, uno dei Paesi più aridi del pianeta, e riempirebbe una piscina olimpionica ogni 83 minuti.

L’accusa è stata lanciata dal tabloid inglese «The Sun», che dopo la segnalazione di una coppia ha avviato un’inchiesta. Secondo il tabloid, nelle caffetterie Starbucks i rubinetti di un lavandino utilizzato per lavare gli utensili da cucina restano aperti ininterrottamente anche quando non c’è niente da sciacquare, in applicazione di una misura di igiene per combattere la riproduzione dei batteri.

La compagnia si è difesa sostenendo che questo sistema è stato adottato «nel rispetto degli standard di salute fissati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dagli organismi dell’Ue competenti in materia». In un comunicato, la multinazionale statunitense ha spiegato che i rubinetti dei punti vendita «restano aperti a bassa pressione e solo durante l’orario di apertura per eliminare i residui di cibo, mantenere puliti gli utensili da cucina e impedire la proliferazione dei germi».

La Starbucks ha comunque comunicato che è allo studio un sistema per ridurre il consumo di acqua senza abbassare gli standard di igiene«. (AGI) per una politica di igiene che obbliga i suoi dipendenti a tenere aperti ininterrottamente i rubinetti delle 10mila caffetterie della catena sparse nel mondo.

 





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