Nonostante il periodo di forte crisi economica, il 71% degli italiani è disposto a sostenere, anche con un aumento in bolletta, progetti di qualificazione ambientale. È quanto emerge dall’indagine eseguita da GfK Eurisko per Risl, in occasione del convegno MOPAmbiente, che si è tenuto oggi a Roma su un campione degli intervistati (1.000 cittadini con età superiore ai 18 anni) rappresentativo della popolazione italiana.

L’indagine evidenzia che è cresciuto il tasso di «sensibilità ambientale»: più del 60% degli italiani ritiene che il suo comportamento può contribuire a ridurre l’inquinamento ed avverte l’esigenza di essere informati da istituzioni ed aziende private su ambiente ed energia in maniera più esaustiva e sistematica. Viene confermato dalla ricerca la preferenza verso l’energia solare, che secondo il 59% degli intervistati dovrebbe essere maggiormente incentivata dalle istituzioni, mentre l’energia nucleare viene indicata dal 19% del campione.

Per quanto riguarda la sindrome “Nimby” (Not in my backyard), quella per la quale le comunità locali si oppongono alla realizzazione di infrastrutture sul loro territorio, questa è quasi nulla nel caso di impianti ad energia solare: ben il 96% è favorevole. In molti accettano infrastrutture di tipo eolico (l’85%) e i rigassificatori (il 68%), mentre per le centrali nucleari viene confermato, sostanzialmente il dato precedente del 17%.

In merito all’informazione energetica ed ambientale, molto forte è l’esigenza per gli italiani di avere adeguate ed univoche indicazioni da parte, congiuntamente, delle istituzioni e delle aziende che gestiscono gli impianti di produzione/distribuzione di energia (il 60%). Un esempio concreto di questa carenza informativa è emersa riguardo alla conoscenza dei rigassificatori, dei quali solo il 31% ha sentito parlare, e all’interno di tale percentuale solo il 14% ha risposto riportando in modo corretto la definizione di impianti che permettono di riportare il gas dallo stato liquido a quello gassoso.

 





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