Prende forma il simbolo, l'alberello di Tullio Pericoli, che accompagna le pagine di Repubblica che raccontano la crisi ambientale. 224 alberi in quattro città italiane. Uno per ogni articolo dedicato a questo tema. Alberi veri, tante specie: lecci, oligni, oppi, aceri, ontani, frassini, peri, ciliegi, gli "alberi di Repubblica" saranno piantati a Napoli, Bari, Parma e Bologna (sedi di alcune delle redazioni locali del quotidiano) per ripopolare aree destinate al verde e luoghi sottratti al cemento e alla speculazione edilizia e restituiti alle comunità locali.

"Il simbolo diventerà realtà, così come un giornale fa parte della vita di un Paese, non della sua rappresentazione", abbiamo scritto il 20 luglio 2007 per il lancio dell'iniziativa "Gli alberi di Repubblica, il Quotidiano per l'Ambiente": per ogni articolo sul tema Repubblica si è impegnata a piantare un albero.
Dopo 15 mesi e centinaia di servizi, dopo aver identificato insieme alle amministrazioni comunali il luogo e il tipo di albero da piantare, partono gli interventi con un calendario di eventi sul territorio.
Il 18 novembre si comincia a Napoli. Saranno piantati 34 lecci (Quercus ilex) nel cuore del lungomare Caracciolo: l'area identificata è quella del giardino della Villa Comunale.

Si prosegue il 21 novembre a Bari, dove è stata scelta la zona simbolo di una battaglia contro l'abusivismo edilizio che ha visto in prima linea il quotidiano: nel nono anniversario della nascita della redazione di Bari saranno piantati 40 oligni (Eleagnus angustifolia), una specie di alberi che resiste al vento e alla salsedine, nel tratto di lungomare dove sorgeva l'ecomostro di Punta Perotti, abbattuto alla fine di una lunga disputa giudiziaria, il 24 aprile 2006.

Il 26 novembre è la volta di Parma dove 100 alberi di Repubblica contribuiranno a un progetto di biocompensazione in corso nella città. Saranno piantati nel Parco del Bizzozzero, in un'area dove si affacciano due scuole, un centro anziani e un casale che, finito il restauro, accoglierà l'Agenzia per l'Energia e la sede di Legambiente. Le specie scelte, come frassino, ontano, acero, alloro, melo, ciliegio, pero, tiglio, tasso, si legge nel progetto comunale "oltre a presentare un'ottima adattabilità alle condizioni pedoclimatiche della pianura padana e all'ambiente urbano, sono dotate di una buona capacità di captazione delle polveri e di una ridotta emissione di Voc biogeniche (cioè i composti organici volatici precursori dell'ozono)".

A dicembre l'appuntamento è a Bologna dove saranno piantati 50 oppi (Acer campestre) nel Parco dell'Europa Unita, nella zona est della città, nel quartiere Savena, per contribuire a ripopolare un'area di verde rilevante per il significato politico e sociale dell'istituzione alla quale è dedicato il parco. La crisi ambientale resta una sfida per il futuro del nostro paese e dell'intero pianeta, l'impegno di Repubblica continua.


 





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