Una pennellata sui muri del molo, striscioni che penzolano dal cieloa oltre cento metri sulle ciminiere della centrale: "Il governo controKyoto", Quit coal, no carbon, "Mai più carbone". E' ancora l'albaquando un gruppo di attivisti di Greenpeace mette a segno la sua azionealla centrale Enel di Civitavecchia, "benedetta" nel luglio scorso dalpremier ma non ancora in funzione. L'assalto di slogan è preventivo,dimostrativo e pacifico, nello stile degli attivisti dell'associazioneambientalista. E' contro la politica energetica del governo, quella chea Bruxelles in queste stesse ore minaccia il veto sul pacchetto Ue pertagliare le emissioni di anidride carbonica.

Gli attivisti arrivano dal mare e dal suolo. Sono una decina, poco più.L'Arctic Sunrise, la nave rompighiaccio ambientalista, che battebandiera olandese, cala un gommone con a bordo cinque di loro, ragazziarmati di pennello. Attraccano al molo che è appena giorno, dipingonosulla banchina con rulli di vernice nera le loro frasi. Un sole che sioppone al carbone, la firma. Un altro gruppo si arrampica su in altoalle pareti di questa enorme cattedrale del carbone. Alcuni operai incantiere avvistano i gommoni, si avvicinano curiosi, salutano. Durapoco più di mezz'ora l'"azione", tutto deve essere molto rapido. Sulmolto compaiono anche responsabili della centrale, hanno giacca ecravatta, guardano, telefonano. E' ora di rientrare, forse la polizia ela guardia costiera è stata avvertita. Motori indietro, si risale abordo.

"Protestiamo per chiedere un "Piano Marshall" per efficienza e sviluppodelle fonti rinnovabili, per centrare gli obiettivi europei". GiuseppeOnufrio, direttore delle campagne di Greenpeace, dice che un'azione perdenunciare l'ostilità del governo italiano al "pacchetto clima edenergia" della Ue. Quello che Berlusconi vuole bocciare. Contasull'appoggio della Polonia, delle perplessità della Germania. Usal'argomento della crisi economica per chiedere più flessibilità,rimandi, e poi si vedrà.

E invece "questi obiettivi sono un'occasione importante per il nostroPaese" spiega Onufrio. la "La maggior parte dell'obiettivo del 20 percento di efficienza in più negli usi elettrici è concentratonell'industria e nel terziario, i settori che generano ricchezza.Questa è la soluzione vera per l'Italia e non un ritorno al nucleare,fonte rischiosa e costosa, promossa per favorire alcune lobby e noncerto l'ambiente". Greenpeace teme che dietro la richiesta di maggioreflessibilità il governo voglia compromettere l'accordo "e quindisabotare il percorso per la seconda fase per Protocollo di Kyoto":Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima diGreenpeace, è a bordo dell'Arctic Sunrise a Civitavecchia. Dice che larecente conversione a carbone della centrale di Civitavecchia"rappresenta il fallimento della politica energetica italiana verso lariduzione delle emissioni di gas serra.

Una volta in funzione, la centrale di Civitavecchia immetterà inatmosfera oltre 10 milioni di tonnellate di CO2, pari alle emissioni di2 milioni di SUV, ognuno dei quali percorre 25mila km in un anno.Questo va ad aggiungersi al ritardo che l'Italia ha già contratto perKyoto (50 Milioni di tonnellate l'anno). Per questo Greenpeace chiedeuna moratoria sulle centrali a carbone".

Civitavecchia, prima tappa. Per tutto l'autunno le navi di GreenpeaceRainbow Warrior e Arctic Sunrise navigano per il Mediterraneo, daIsraele fino in Polonia. No al carbone in tutta Europa. Una campagnache prepara alla Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle nazioniUnite che si terrà a Poznan in Polonia il prossimo dicembre.
 





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