E' disposto a risarcire i familiari delle vittime dell'amianto ilmiliardario svizzero Stephan Schmidheiny, uno dei proprietari dellaEternit indagato a Torino per i casi di oltre duemila lavoratoriammalati o morti per il contatto con il minerale-killer. Schmidheiny hapreso questa iniziativa attraverso una delle sue società, la Becon Ag,che è pronta a mettere a disposizione alcune decine di milioni di euro.

Per l'industriale la procura del capoluogo piemontese in seguitoall'inchiesta condotta dal pubblico ministero Raffaele Guariniello hachiesto il rinvio a giudizio, nei giorni scorsi, per disastro doloso inrelazione ai tumori accusati dagli ex dipendenti delle filiali Eternitdi Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (ReggioEmilia) e Bagnoli (Napoli).

L'Eternit è una speciale sostanza realizzata da un composto di amiantoe cemento che negli anni '60 e '70 conobbe un utilizzo boom soprattuttoin edilizia come rivestimento isolante e in molta oggettistica.

Alla sbarra, insieme a Schmidheiny, potrebbe dover comparire anche ilbarone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier di 87 anni. Anche luideve rispondere dell'accusa di "disastro doloso" perché pur conoscendola portata della minaccia, avrebbe volontariamente omesso di assumeretutte quelle cautele e quegli accorgimenti che sarebbero statinecessari per impedire che dipendenti e abitanti delle zone interessatesi ammalassero e morissero.

Non è detto però che l'offerta annunciata oggi si traduca in unaccordo. Già nel 2007 il magnate svizzero aveva formalizzato infattiuna proposta di risarcimento ai parenti delle vittime dell'amianto, maera stata giudicata irricevibile. Racconta Bruno Pesce, ex dirigentedella camera del lavoro di Torino e leader del comitato dei familiari:"Ci avevano offerto 75 milioni di euro, è vero. Ma le condizioni cheposero erano irricevibili. Gli svizzeri pretendevano da noi una cosaimpossibile e contraria al codice penale, che pone come obbligatorial'azione penale: avrebbero dovuto garantire, in cambio di risarcimenti,che in futuro non ci sarebbe stata più alcuna causa contro la Enternit.E già questo la dice lunga".


"I soldi - ricorda ancora Pesce - sarebbero stati erogati a rate, in 15anni. Sarebbe toccato a noi, altra condizione capestro, bocciata inpieno, mettere da parte una quota del denaro per i malati di cancromorti successivamente alla erogazione". L'idea del Comitato, che si èsentito preso in giro e umiliato, è quella di costituire un collegiolegale di parte civile "internazionale": si vogliono coinvolgere anchei legali di altri stati dove sono morti i lavoratori dell'amianto eassociazioni e sindacati stranieri. I contatti già avviati sono conFrancia, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera. Ma si guarda ancheall'America Latina, al Canada e all'Africa, dove l'amianto continua adessere lavorato in condizioni di rischio enorme.
 





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