"Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento", diceva Henri Cartier-Bresson. Lo scatto di Andrea Galli, vincitore assoluto del concorso fotografico organizzato Cts Ambiente in collaborazione con Repubblica.it, racconta la storia di un attimo e lo farà per sempre. C'è un delfino comune, immortalato in quell'infinitesimo di secondo in cui il suo corpo è tutto fuori dall'acqua. C'è la sua immagine riflessa, quasi si stesse specchiando nel mare azzurro intenso. Ha quell'espressione tipica dei delfini, che assomiglia tanto a un sorriso. Dietro di lui gli schizzi dell'acqua e una pinna che spunta, segno che c'è un altro esemplare con lui. Un'immagine che racconta molte altre storie per chi le vuole ascoltare. C'è quella di una specie, che a discapito del nome rischia l'estinzione. C'è la fiducia che il mondo animale continua a nutrire verso gli esseri umani - i delfini circondano la barca e hanno voglia di giocare - nonostante essi si rendano spesso colpevoli della distruzione dell'ecosistema.

LA FOTO VINCITRICE

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La storia dello scatto.
Andrea, 35 anni, di Castelverde (Cremona), lavora nel campo dell'informatica, è un appassionato di viaggi e un amante della natura. Quella mattina di metà luglio si trovava nel parco marino di Alonissos, in Grecia. "Stavamo facendo il giro dell'arcipelago su una barca a vela, tipica dei pescatori del posto - ricorda - dopo un'oretta abbiamo visto questo gruppo di delfini a 200 metri, grazie al fatto che l'imbarcazione non aveva motore siamo riusciti ad avvicinarci. In un attimo ci siamo trovati circondati: erano da tutte le parti, giocavano e saltavano intorno a noi. E' stata un'emozione fortissima".

I trucchi del mestiere. Insomma, essere nel posto giusto è fondamentale: "Se la foto non è buona, non eri abbastanza vicino" amava ripetere Robert Capa. Ma non basta. "E' stato davvero molto difficile - racconta Andrea - La barca si muoveva, c'era vento e questi animali sono velocissimi. Con me c'erano sei persone e nessuno è riuscito a catturarli. La foto che ho mandato è l'unica riuscita". Quanto ai trucchi del mestiere, sono sempre i soliti: "Per me questo è solo un hobby. Ma sono convinto che l'unico segreto sia fare tanta esperienza - dice il vincitore, che aggiunge senza imbarazzi - poi, per uno scatto ben fatto, ci vuole la giusta dose di fortuna".

IL VIDEO: UN GRUPPO DI STENELLE A LARGO DI MONDELLO

Gli altri vincitori. La giuria del concorso - composta dal giornalista di Repubblica Arturo Cocchi, dal fotografo e giornalista Alfredo Macchi, da Guido Gnone dell'Acquario di Genova, Stefano Manzi della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee) e dal vicepresidente del Cts, Stefano Di Marco - ha premiato altri 10 concorrenti, a cui vanno altrettante macchine digitali, e ha assegnato 5 menzioni speciali per scatti presi fuori dal Mar Mediterraneo. I criteri sono gli stessi usati per scegliere il vincitore: rarità della specie, difficoltà di avvistamento, valore artistico, qualità delle immagini e difficoltà della situazione di scatto. Tra tutti meritano di essere citati Giorgio Muscetta, per la tartaruga caretta caretta fotografata nella plastica a Gaeta il 16 giugno 2008 e Mario Umiltà, per le belle riprese di un gruppo di stenelle fatte a largo di Mondello, Palermo.

Si ricomincia da un viaggio. Ora al vincitore assoluto, lui che al concorso ha "partecipato per caso, dopo aver visto il sito di Repubblica", resta da scegliere una delle mete messe in palio dal Cts. "Vado sempre all'estero e proprio per questo mi piacerebbe rimanere in Italia. Credo che, lavoro permettendo, andrò a Lampedusa o all'isola di Caprera - racconta Andrea - Quando vedo le foto di quella giornata mi viene voglia di lasciare tutto e ripartire subito verso luoghi incontaminati. E stare solo, in mezzo alla natura".

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