(TMNews) - Gli impianti a energia eolica e solare - se muniti di un adeguato sistema di immagazzinamento dell'energia - sarebbero in grado entro il 2030 di alimentare una rete di distribuzione estesa per il 99,9% del tempo, ad un costo equivalente a quelli attuali: è quanto si legge in uno studio dell'Università del Delaware. 
Come spiega il sito di Science Daily, la chiave è quella di combinare la produzione di energia con dei sistemi di immagazzinamento: le simulazioni sono state effettuate su un modello di rete (Pjm Interconnection) equivalente a un quinto della rete statunitense. 
La ricerca aveva come obbiettivo non la produzione di energia ma la minimizzazione dei costi: il risultato è che produrre in eccesso rispetto alla domanda media è meno costoso che immagazzinare energia per una futura richiesta. 

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L'aumento delle energie rinnovabili condurrà ad un parallelo consumo di combustibili fossili, necessari per fornire i sistemi di "backup" nel caso in cui le condizioni meteorologiche provochino una diminuzione della produzione, come avviene per esempio nel caso dei parchi eolici. 
Come spiega il sito del Los Angeles Times, mentre aumenterà la produzione - fino al 30% deciso per legge entro il 2020 - di energie alternativa la California avrà bisogno anche di un numero crescente di impianti tradizionali per fornire l'energia sostitutiva, oltretutto in situazioni in cui il calo di produzione può essere improvviso, dell'ordine dei secondi. 
Ad aggravare la questione è che il problema non è attualmente considerato come un "costo" del passaggio alle rinnovabili, sebbene la soluzione implichi che impianti a gas debbano essere sempre attivi - seppure ad un livello mimino - per poter entrare il linea in tempi rapidissimi in caso di bisogno. 
Secondo le stime degli esperti sarà necessario passare dall'attuale 8% delle riserve disponibili rispetto al consumo medio di picco ad almeno il 15%, basato su combustibili fossili; gli ecologisti ribattono osservando come il diffondersi di siti eolici o solari in tutta l'area dello stato li renderà meno vulnerabili all condizioni meteorologiche locali, mentre di qui al 2020 nuovi metodi di immagazzinamento dell'energia prodotta potrebbero rendere il problema superfluo. 

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E' boom per il potenziale economico generato dall'energia pulita Con politiche più forti in 10 anni si prevede un investimento di 2,3 trilioni di dollari fornendo ai Paesi grandi opportunità per competere su investimenti, lavoro e mercati internazionali. Questa la fotografia scattata dal rapporto del Pew Charitable Trusts, organizzazione non governativa, che, in occasione del summit Onu sui cambiamenti climatici in corso a Cancun, in Messico, ha analizzato scenari di sviluppo dinamico di energia elettrica da fonti rinnovabili per i prossimi dieci anni. In tutti gli scenari gli investimenti nell'energia pulita si spostano verso l'Asia, sospinti dalla consistente crescita in India e in Cina. "Tuttavia, tutti i Paesi - dice il rapporto - possono trarre profitto dall'adozione di politiche forti di energia pulita". 

Per quanto riguarda l'Europa il settore potrebbe attrarre 705 miliardi di dollari entro il 2020. Con le attuali politiche, invece, mette in evidenza il rapporto, gli investimenti complessivi raggiungerebbero nel prossimo decennio solo 1.7 trilioni di dollari. In altre parole, politiche forti produrrebbero un valore supplementare di investimenti pari a 546 miliardi di dollari. "Il messaggio di questo rapporto è chiaro: i Paesi che vogliono ottimizzare gli investimenti, stimolare la creazione di posti di lavoro, dare vigore alla produzione e cogliere le opportunità per l'esportazione dovrebbero rafforzare le politiche di energia pulita," ha dichiarato Phyllis Cuttino, direttore del Programma sull'Energia e sul Clima del Pew.

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L'amministrazione Obama ha lanciato una importante iniziativa per accelerare lo sviluppo delle centrali eoliche, al largo della costa orientale degli Stati Uniti. Il responsabile del Dipartimento degli Interni (DOI), Ken Salazar, ha annunciato l'adozione di un pacchetto di misure (il cosiddetto "Smart from the Start") per facilitare l'ubicazione e snellire le procedure relative alla costruzione di impianti eolici offshore. Il programma messo a punto per avviare lo sviluppo del settore ha l'obiettivo di accelerare la valutazione dei siti idonei per l'installazione degli impianti, in modo da definire una lista di siti "prioritari", e contiene norme destinate a migliorare il processo di coordinamento tra le competenze locali, statali e federali. L'accelerazione che verrà impressa all'intero iter autorizzativo, che allo stato attuale è notevolmente più lungo e complesso di quello richiesto per le altre fonti rinnovabili, comporterà una riduzione dei tempi di realizzazione rendendo l'opzione rappresentata dall'eolico offshore - si legge nel comunicato del DOI - una risorsa cruciale per aumentare il contributo delle rinnovabili alla generazione di energia elettrica. L'iniziativa, che va incontro alle forti aspettative per l'eolico offshore determinatesi in alcuni Stati della costa orientale (in particolare Maryland, Delaware, New Jersey, Virginia, Rhode Island e Massachusetts), ha ottenuto il plauso, tra i molti altri, del governatore del Maryland, Martin O'Malley. Il quale ha rimarcato l'importanza di sfruttare l'enorme potenziale della risorsa eolica presente lungo la costa orientale, le ricadute positive che ne deriverebbero sul piano dell'occupazione e i benefici che ne riceverebbero le grandi città costiere. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
È stato inaugurato in Norvegia l'impianto galleggiante Morild II, realizzato dalla norvegese Hydra Tidal per ricavare energia dalle correnti marine. L'impianto, dotato di 4 turbine sottomarine dal diametro di 23 metri, per una potenza totale di 1,5 MW, è stato posizionato nelle acque delle isole Lofoten, lungo la costa nordoccidentale norvegese, ed è il maggiore al mondo per lo sfruttamento delle correnti marine. "Gli altri impianti di questo tipo arrivano hanno turbine che arrivano al massimo a 18 metri di diametro e a 1 MW di potenza. Perciò possiamo affermare con certezza che Morild II è il più grande del mondo", ha dichiarato Eivind Nydal, amministratore delegato della Hydra Tidal. Le turbine, sono agganciate ad una struttura galleggiante sotto il pelo dell'acqua (con una colonna emersa nel cui interno sono situati i locali e le strutture di servizio), ma possono essere calate a diverse profondità, in modo da sfruttare nel modo migliore le correnti marine. L'impianto è progettato per semplificare il più possibile le operazioni: l'attività ordinaria sarà gestita a distanza, e la manutenzione si potrà effettuare portando le turbine in superficie. La cerimonia di inaugurazione dell'impianto, dopo 2 anni di lavori, ha celebrato l'allacciamento alla rete elettrica: alla fine del 2010 Morild II inizierà a immettere elettricità nella rete nazionale norvegese. I primi due anni saranno considerati una fase sperimentale, per verificare la tecnologia e valutarne i risultati. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
L'Asian Development Bank (ADB), l'indiana National Thermal Power Corporation e la giapponese Kyushi Electric Power Company hanno firmato un accordo di collaborazione per sviluppare e gestire in India progetti a fonti rinnovabili per 500 MW. "La joint-venture - ha dichiarato il responsabile del Dipartimento del settore privato dell'ADB, Michael Barrow - vuole aiutare l'India a raggiungere gli obiettivi nazionali che il suo governo ha indicato in materia di riduzione della dipendenza da combustibili fossili, di abbattimento delle emissioni e di miglioramento della sicurezza energetica. L'auspicio è che il nostro accordo - ha proseguito - possa essere un esempio utile ad incoraggiare operatori stranieri a venire ad investire in India nel settore delle rinnovabili". L'India è oggi il terzo consumatore di energia elettrica in Asia, dopo la Cina e il Giappone, ma la domanda di elettricità sta crescendo a ritmi assai sostenuti, con un tasso medio annuo dell'8% a partire dal 1995. Lo sfruttamento delle nuove fonti rinnovabili (cioè grande idroelettrico escluso) copre attualmente solo il10% del totale della capacità installata, ma è intenzione del governo portare questa quota al 15% entro il 2020. Attualmente in India sono installati 11.000 MW eolici. Secondo le valutazioni dell'ADN - che investirà 40 milioni di dollari per assicurarsi una partecipazione del 25% nella joint-venture - il potenziale del Paese è però di almeno 48.000 MW, mentre altri 15.000 MW potrebbero essere forniti dall'attivazione di piccoli impianti idroelettrici che rappresentano il modo migliore per fornire energia a famiglie a basso reddito nelle zone interne e remote del Paese. Vci Copyright APCOM (c) 2008
 
 
I benefici economici derivanti dalla realizzazione in Europa di un mercato unico dell'energia e dal miglioramento delle infrastrutture sono di assoluto rilievo. La riduzione dei costi operativi della produzione energetica potrebbe arrivare ad 1,5 miliardi di euro all'anno, mentre il vantaggio di integrare 265.000 MW eolici entro il 2020 nelle reti comunitarie comporterebbe un risparmio di oltre 41 miliardi di euro. È quanto afferma in un rapporto presentato dall'EWEA (European Wind Energy Association), che delinea uno scenario nel quale per il futuro energetico della UE si assume la flessibilità come elemento chiave per lo sfruttamento ottimale delle nuove fonti rinnovabili. Secondo il rapporto, paesi come Danimarca, Germania, Olanda, Spagna e Irlanda hanno già compiuto sforzi importanti per migliorare la gestione della domanda e degli approvvigionamenti a livello di infrastrutture nazionali, rendendo i propri sistemi molto più flessibili rispetto al passato. Ma un parallelo sforzo dovrà essere condotto a livello europeo. In una visione di mercato unico dell'energia, destinata a migliorare le condizioni di concorrenza, le infrastrutture utili per accogliere in misura maggiore i contributi forniti dalle energie rinnovabili dovranno comprendere una nuova rete nelle acque del nord Europa dedicata agli impianti offshore ed un certo numero di interventi diretti a migliorare le interconnessioni presenti nell'area continentale, in particolare tra Spagna e Francia e tra Germania e paesi limitrofi. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema del decreto legislativo sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. ''E' stato altresi' approvato in via preliminare (per l'invio ai pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari) - si legge nel comunicato della Presidenza del Consiglio - uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/28 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili''. ''Il provvedimento - si legge ancora - mira al potenziamento e alla razionalizzazione del sistema per incrementare l'efficienza energetica e l'utilizzo di energia rinnovabile ed ha fra gli obiettivi principali quello di diminuire gli oneri 'indiretti' legati al processo di realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (dall'autorizzazione alla connessione, all'esercizio), cosi' da potere intervenire riducendo i costi specifici di incentivazione. Si raggiunge in questo modo il duplice obiettivo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili per rispettare i target europei e di ridurre gli oneri specifici di incentivazione a carico dei consumatori finali di energia. Questi gli strumenti di incentivazione previsti dallo schema: incentivo per il biometano immesso nella rete; fondo a favore dello sviluppo dell'infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento; incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili; contributi per la produzione di energia termica da piccoli impianti; potenziamento del sistema di incentivi per l'efficienza energetica, attraverso i certificati bianchi; fondi in favore dello sviluppo tecnologico ed industriale''.

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Secondo un’analisi compiuta dalla IMS Research, gli ordini per gli inverter da installarsi negli impianti ad energia solare di tutto il mondo sarebbero cresciuti ancora durante il terzo trimestre dell’anno, raggiungendo una quota record. Per la compagnia che ha curato il monitoraggio, infatti, il volume complessivo di energia solare canalizzabile attraverso gli inverter acquistati nella sola terza parte dell’anno avrebbe toccato la soglia dei 7,3 GW.

Nel secondo trimestre, ricorda ancora la società, gli ordini si erano invece fermati a quota 5GW, con una provenienza principale degli acquisti provenienti dalla Germania.
 
Ad ogni modo, la forte crescita del terzo trimestre non deve far gridare di gioia, visto e considerato che il boom trimestrale è da ricondursi unicamente allo sviluppo della domanda della sola Italia nel vecchio Continente, e di qualche mercato emergente in Asia.
 
Sempre nel vecchio Continente, la domanda di tale componente eco-energetico cresce sempre più lentamente in Germania, che negli scorsi mesi era stata la vera locomotiva energetica dell’intera zona.
 
Europa, Medio Oriente e Asia contano ancora per circa l’80% dei tutti gli acquisti trimestrali; una buona fetta della torta complessiva, ma in calo rispetto al 90% toccato nella seconda parte del 2010.

Via | Renewable Energy World
 
 
Dopo una serie di negoziazioni, è stato raggiunto l’accordo che consentirà allacompagnia energetica belga C-Power NV di poter connettere alla rete elettrica nazionale il proprio impianto eolico offshore. A supportare finanziariamente l’ultimo stadio per la piena operatività di questa unità eco-energetica sarà la ABB, che ha siglato un’intesa da 125 milioni di dollari finalizzati a connettere il parco eolico alla terra ferma.

La connessione dell’impianto eolico offshore permetterà inoltre al parco eolico della Thorton Bank, che sorge a 30 chilometri dalle coste del Belgio, di potersi espandere ulteriormente.
 
Attualmente, infatti, il parco eolico offshore belga ha installato sei turbine in grado di garantire una capacità energetica di 30 MW. Grazie alla nuova intesa,lo sviluppo del progetto potrà andare avanti, fino a giungere alla installazione di un ammontare complessivo di 48 turbine, per una capacità energetica di oltre 325 MW.
 
Stando a quanto contenuto nell’accordo, la ABB rimarrà responsabile della fornitura, dell’installazione e della gestione del sistema che collegherà la piattaforma dell’impianto eolico alla terra ferma, mediante una serie di cavi sottomarini.
 
Il progetto dovrebbe divenire pienamente funzionale solo nel 2013.

Via | Business Green