Trasformare i rifiuti in energia. E' l'obiettivo dell'Autorità nazionale di gestione dei rifiuti del Lagos che ha avviato la produzione di elettricità attraverso il trattamento della spazzatura. "Stiamo trasformando i nostri rifiuti in energia. Abbiamo diversi punti di smistamento selettivo e riciclo dei rifiuti. Per riutilizzare la plastica abbiamo quattro centri operativi, mentre un impianto è utilizzato solo per il trattamento dei pneumatici vecchi", ha spiegato Ola Oresanya, direttore generale di Lawma, parlando ai media locali. Secondo Oresanya il programma per la produzione di energia a partire dai rifiuti dovrebbe essere esteso ad altri settori nel 2013. 

TMNews 
 
 
Nel decreto Sviluppo, approvato a Palazzo Madama, viene eliminato il limite temporale entro cui scattano le sanzioni per i bioshopper non compostabili.
Precedentemente il limite era stato fissato al 31 dicembre 2012 dal testo iniziale dello stesso provvedimento.
L'articolo 34, comma 30, stabilisce che l'applicazione delle sanzioni parta 60 giorni dall'emanazione del decreto ministeriale contenete i parametri di composizione dei bioshopper.
Ancora prima, il decreto Ambiente di quest'anno aveva fissato il limite al 31 dicembre 2013, poi rivisto nel testo del Dl Sviluppo, e oggi sostituito ed approvato con la nuova indicazione.

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In Italia solo il 33% dei rifiuti urbani viene recuperato, rispetto alla media europea del 42%; dopo di noi ci sono solo il Portogallo (19%) e la Grecia (18%). Non solo: quasi la metà dei rifiuti prodotti, il 49%, finisce in discarica. Una quantità di rifiuti pari a 15 milioni di tonnellate ogni anno, mentre in Europa viene mediamente conferito in discarica appena il 30% dei rifiuti.  

Nel Mezzogiorno, se possibile, la situazione è ancora più negativa con quasi tutte le Regioni che superano ampiamente il 60% di rifiuti smaltiti ancora in discarica, fino alla percentuale record del 93% registrata in Sicilia, maglia nera della classifica.  

E’ quanto emerge dallo studio annuale “L’Italia del Riciclo”, il Rapporto promosso da Fise Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti, e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che sono stati illustrati oggi nel corso di un convegno tenutosi a Roma presso la Sala Conferenze di Piazza Montecitorio.  

Lo studio elabora dati di fonte europea (gli ultimi dati disponibili sono relativi al 2010, ma da allora il trend è rimasto costante), che sono sostanzialmente in linea con le indicazioni fornite dall’Ispra e che confermano il primato della discarica.  

Purtroppo, è ancora ampio il divario che ci separa dai Paesi che presentano migliori performance nel recupero di materia dai rifiuti urbani, come Austria (70%), Germania e Belgio (62%), Paesi Bassi (61%), Svezia (50%) e Danimarca (42%). Questi sei Paesi europei, oltre a un elevato tasso di riciclo e a una quota significativa di recupero energetico mostrano anche un altro dato in comune: smaltiscono in discarica tra lo 0 e il 3% dei rifiuti. 

In Italia, invece, sono ben 9 le Regioni che si affidano alla discarica per smaltire oltre il 60% dei propri rifiuti (Liguria, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) e diventano 10, con la Campania, se si aggiungono a questi rifiuti quelli inviati fuori Regione o all’estero. Il Lazio, con oltre 2,5 milioni di tonnellate, è la Regione che smaltisce in discarica la maggiore quantità di rifiuti urbani, pari al 74% di quelli prodotti. La sola provincia di Roma porta in discarica quasi 1,9 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno, di cui oltre 1,3 milioni solo nel comune di Roma. 

Le cattive notizie per il nostro Paese non si fermano qui: secondo il Rapporto recuperiamo sotto forma di materia solo il 20% dei rifiuti (escluso il compostaggio), contro una media europea del 26%; anche il compostaggio e il recupero energetico si mantengono sotto la media del “vecchio continente”, rispettivamente al 13% (in Europa al 16%) e al 18% (29% in Europa).  

In questo scenario critico, nel 2011 l’industria italiana del riciclo degli imballaggi si è mantenuta su buoni livelli sia per quantitativi, pari a 7,5 milioni di tonnellate (+2% sul 2010, quando erano 7.346), sia per tasso di riciclo, stabile al 64%: crescono carta (+3%), plastica (+4%) e vetro (+7%), in calo acciaio (-1%), alluminio (-13%) e legno (-5%). 

«Il riciclo dei rifiuti - ha detto - Corrado Scapino, presidente di Unire - costituisce una delle priorità strategiche per lo sviluppo della green economy. Gli obiettivi di riciclo europei sono, per alcune filiere, ancora lontani e per raggiungerli è necessario che oggi le strategie di crescita industriale nazionale si coniughino con politiche di sviluppo sostenibile che prevedano l’impegno e la partecipazione di tutti i soggetti economici della filiera, dai produttori ai riciclatori. Resta tuttora prioritaria - aggiunge Scapino - l’attivazione di nuove leve per stimolare il mercato dei materiali riciclati, evitando politiche ambientali miopi e strumentali che rischierebbero solo di frenare ulteriormente lo sviluppo dell’industria del recupero».  

«Anche il Rapporto di quest’ anno - ha affermato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile - mette in luce come l’ Italia abbia una gestione poco virtuosa dei suoi rifiuti con un’altissima percentuale di ricorso alla discarica e una bassa percentuale di riciclo effettivo». Uno dei motivi principali di questa situazione è la bassa tassazione sullo smaltimento in discarica (15 euro a tonnellate in Italia contro le 40 in Germania). 

«Occorre dare - conclude Ronchi - effettiva priorità al riciclo, così come obbliga a fare la direttiva europea 98/2008 CE, ricorrendo anche agli incentivi economici o fiscali in quelle filiere, per esempio quella delle plastiche miste, dove il riciclo si trovi in condizioni di svantaggio rispetto al recupero energetico».  


 
 
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Donne straniere, over 45, e residenti al sud, sono le piu' attente all'ambiente e fanno una corretta raccolta differenziata. E' quanto emerge da una ricerca commissionata dal Conai a Ipsos sugli atteggiamenti in materia di eco-sostenibilita', anche se circa 3 milioni di stranieri hanno delle difficolta' a fare la raccolta differenziata soprattutto per l'assenza di informazioni in lingua 'amica'.

Prova a recuperare il Consorzio nazionale imballaggi con la terza edizione di 'Raccolta 10+' che punta a sensibilizzare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata di qualita' e del riciclo; nel corso dell'edizione appena conclusasi sono stati moltissimi gli esemplari di 'Decalogo della raccolta differenziata di qualita'' distribuiti anche in cinese, arabo, inglese, spagnolo, russo.

Dalla ricerca emergono quattro diverse tipologie di comportamenti in relazione all'attenzione all'ambiente: il primo e' quello virtuoso in cui si classificano gli 'eco-in' (15%) al cui interno si colloca il profilo dello straniero eco-friendly donna, over 45, residente al sud e nelle isole; al secondo posto si collocano gli 'eco-incentivati' (32% del totale, pari a poco piu' di un milione di persone); al terzo gli 'eco-pigri', il 25% del campione, che vivono in Italia da 5-10 anni, principalmente nel nord-ovest; in ultima posizione si collocano gli 'eco-assenti' che rappresentano il 28% degli stranieri intervistati, con una preponderanza di uomini e di giovani.


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ANEA, Agenzia Napoletana Energia Ambiente, aderisce alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010, promossa dall'Unione Europea, in programma dal 20 al 28 novembre, con numerose iniziative, volte a sensibilizzare la cittadinanza. 
Nell'ambito della Campagna  per il Bollino Blu, il Comune di Napoli, in collaborazione con ANEA, darà il via, il 1° gennaio del 2011, al processo di semplificazione e dematerializzazione delle pratiche per il Bollino blu nel capoluogo partenopeo, che porterà benefici ambientali rilevanti, quantificabili in 2,8 tonnellate di CO2, non disperse nell'ambiente. 
Nel dettaglio l'operazione di modifica delle procedure di erogazione del bollino prevede: 
-Stampa del doppio anno sul bollino autoadesivo, come già avviene per il Bollino Blu per i veicoli a due ruote. 
-Eliminazione della terza copia della scheda dati che, attualmente, va consegnata dalle officine al Servizio Ambiente/Comune di Napoli. 
L'attuazione dell'e-government, basato essenzialmente sulla semplificazione delle procedure amministrative, rientra nella Legge n. 133/2008, che mira a ridurre l'utilizzo della carta e gli oneri amministrativi per i cittadini e le pubbliche amministrazioni. 
Inoltre, nell'ambito dell'iniziativa "No plastic….fantastic!", ANEA, in virtù della messa al bando dal 1° gennaio 2011 dei sacchetti di plastica, invita subito tutti i supermercati e gli ipermercati del napoletano a sostituire le buste inquinanti, con shopping bag riutilizzabili.
In Italia, infatti, sono 20 miliardi le buste di plastica utilizzate ogni anno, per una produzione annua di 200 mila tonnellate di CO2, smaltibili in un lasso di tempo che oscilla tra i 15 e i 1000 anni. 
Da segnalare, infine, che, in occasione di EnergyMed 2011, "Mostra Convegno sulle fonti rinnovabili e l'efficienza energetica", in programma a Napoli, presso la Mostra d'Oltremare, dal 14 al 16 aprile, ANEA allestirà un salone espositivo dedicato interamente al Recycle, al fine di diffondere le buone pratiche sul tema del recupero di materia ed energia dai rifiuti.
 
 
Lampadine a basso consumo mai nella spazzatura. Una volta esaurite, devono essere smaltite in modo corretto perche' contengono piccole quantita' di mercurio e polveri fluorescenti e possono diventare un pericolo per la salute pubblica come per l'ambiente.

Per questo motivo il Consorzio Ecolamp ha lanciato una nuova campagna informativa in onda sulle principali emittenti radiofoniche, pubbliche e private, per promuovere la raccolta differenziata delle lampade fluorescenti compatte e i tubi lineari e non (i cosiddetti tubi 'al neon'), quando si esauriscono.

Le lampadine a basso consumo fanno risparmiare energia (oltre l'80% rispetto alle tradizionali). Per smaltirle nel modo corretto basta riportarle dal negoziante quando si ricomprano quelle nuove o consegnarle all'isola ecologica piu' vicina.

Ecolamp, senza fini di lucro, le raccoglie su tutto il territorio nazionale e le avvia presso appositi impianti di trattamento dove vengono separati tutti i materiali riciclabili, vetro, alluminio, plastiche ed anche il mercurio.

Dall'inizio dell'operativita' (1/o gennaio 2008) a oggi, Ecolamp ha raccolto e avviato al trattamento ben 2.000 tonnellate di sorgenti luminose a fine vita, di cui la meta' solo durante quest'anno. Nel 2008 erano state 155,6 le tonnellate raccolte, mentre nel 2009 sono state 832.

In meno di tre anni di attivita', dunque, sono stati recuperati circa 1.712 tonnellate di vetro, 79 di metalli e 57 di plastiche, tutti materiali avviati al riciclo, mentre si e' evitata la dispersione nell'ambiente di 1.870 kg di mercurio.

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''Ministro di-smettila'': e' questo lo slogan dello striscione di Legambiente che stamattina ha manifestato davanti al ministero dell'Ambiente per chiedere lo stop effettivo dei sacchetti di plastica, a partire da gennaio 2011.

Un'iniziativa che - preannuncia Legambiente - sara' replicata nei prossimi giorni davanti a diversi municipi italiani per chiedere l'approvazione di delibere comunali e ''ricordare al Governo di procedere con i decreti attuativi, ancora mancanti, per far si' che la legge varata non rimanga sulla carta, ma divenga realta'''.

E' questo il tema al centro di ''Ridurre si puo''' la campagna di Legambiente per la Settimana Europea dei rifiuti - di cui l'associazione e' promotrice - che intende sensibilizzare e informare sugli innumerevoli sprechi da evitare nella produzione dei beni e negli acquisti.

''In Italia consumiamo circa 20 miliardi di buste all'anno, un primato per cui il nostro Paese ha conquistato la maglia nera europea. Sostituendo con 10 sporte riutilizzabili i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano consuma all'anno, risparmieremmo piu' di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante di emissioni di CO2, ma soprattutto eviteremmo di disperdere plastica indistruttibile nei campi, lungo le rive dei fiumi e nei mari'' ha ricordato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. 

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Si è conclusa ieri la visita del capo delegazione della Commissione europea Pia Bucella, chiamata dal governo italiano per monitorare la situazione in Campania e sostenere l’Italia nell’emergenza rifiuti.

Dopo aver visto il sito di stoccaggio di Taverna del Re, assieme al presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale Luca Colasanto l’ispettore ha bocciato l’Italia per la mala gestione dei rifiuti in Campania, commentando

Spero che questi due giorni siano serviti a chiarire cosa deve essere fatto. Adesso aspettiamo che si faccia quello che si deve fare. E’ l’ultima volta che vengo a Napoli, perché se questa volta non si dovesse lavorare per risolvere il problema, dovremo inviare nuovamente l’Italia alla Corte di Giustizia.

Ha poi continuato: "I fondi sono sospesi ma sono sempre destinati alla gestione dei rifiuti in Campania. Potranno essere sbloccati quando vi sarà un piano di gestione rifiuti."

Il progetto dovrà essere presentato entro il prossimo aprile, solo a quel punto i 145 milioni di euro saranno dati all’Italia per piani di intervento e smaltimento. Il capo delegato ha proposto per il momento di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti e di riciclo, di favorire agevolazioni fiscali a quei territori che concederanno l’apertura di discariche controllate (altre?) e, come altra soluzione al problema, si propone il termovalorizzatore di Acerra.

Di termovalorizzatori si parla anche nel decreto legge fantasma, approvato giovedì dal Consiglio dei ministri ma subito ritirato perché i parlamentari del Pdl della regione Campania, coordinati da Nicola Cosentino, avrebbero minacciato di non approvare la finanziaria se le competenze sulla realizzazione dei termovalorizzatori non fossero state attribuite alle Province. Ieri il dl è arrivato al Quirinale e dalle fonti si apprende che quanto chiesto è stato fatto: il presidente della regione Campania Stefano Caldoro in accordo con le Province potrà nominare dei commissari straordinari al fine di garantire la realizzazione urgente dei termovalorizzatori.

I commissari con funzioni di amministrazione aggiudicatrice saranno responsabili della gestione delle gare di appalto, svolgendo le funzioni del sottosegretario di Stato, avvalendosi degli uffici della Regione e delle Province interessate.

Nel frattempo oltre 3 mila tonnellate di rifiuti giacciono sulle strade di Napoli e oltre6.500 nelle altre province. Dai controlli dell’Osservatorio epidemiologico della regione Campania non sono stati rilevati aumenti delle malattie gastro-intestinali. Complici la pioggia e le basse temperature che diminuiscono i rischi. Dalla fine di ottobre il Dipartimento prevenzione della Regione ha effettuato 795 interventi solo nel capoluogo campano: 386 disinfestazioni e 427 derattizzazioni. Ma la gente è stanca.

[Fonti: OttopagineAnsaLa Repubblica]

 
 
''Dopo due anni la situazione non è molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c'è ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata''. E' quanto ha detto il capo degli ispettori Ue, PiaBucella, che è  a Napoli per fare il punto sulla gestione del ciclo dei rifiuti.''Abbiamo parlato per tre ore della problematica relativa alla sentenza della Commissione europea del 4 marzo che ha condannato l'Italia per non aver realizzato una rete integrata di trattamento dei rifiuti in Campania per non aver avviato lo smaltimento del pregresso, le cosiddette ecoballe - ha aggiunto Pia Bucella - gli ispettori hanno pero' ribadito che questa volta non si accontenteranno solo della presentazione del piano ma vogliono che sia implementato''.

La Commissaria europea ha inoltre sottolineato l'importanza di ''garantire che la nuova direttiva sui rifiuti, che entra in vigore il 12 dicembre prossimo, e che l'Italia ha gia' recepita, sia pienamente rispettata''. Il commento del capo degli ispettori Ue è giunto al termine della prima sessione dei lavori nel corso nella quale hanno incontrato l'assessore all'Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano.

Il Quirinale con una nota ha fatto sapere che 'la Presidenza della Repubblica non ha ricevuto e non ha quindi potuto esaminare' 'il testo del decreto-legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione di termovalorizzatori in Campania, che sarebbe stato definito dal Governo'.

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Lampadine a basso consumo mai nella spazzatura. Una volta esaurite, devono essere smaltite in modo corretto perche' contengono piccole quantita' di mercurio e polveri fluorescenti e possono diventare un pericolo per la salute pubblica come per l'ambiente.

Per questo motivo il Consorzio Ecolamp ha lanciato una nuova campagna informativa in onda sulle principali emittenti radiofoniche, pubbliche e private, per promuovere la raccolta differenziata delle lampade fluorescenti compatte e i tubi lineari e non (i cosiddetti tubi 'al neon'), quando si esauriscono.

Le lampadine a basso consumo fanno risparmiare energia (oltre l'80% rispetto alle tradizionali). Per smaltirle nel modo corretto basta riportarle dal negoziante quando si ricomprano quelle nuove o consegnarle all'isola ecologica piu' vicina.

Ecolamp, senza fini di lucro, le raccoglie su tutto il territorio nazionale e le avvia presso appositi impianti di trattamento dove vengono separati tutti i materiali riciclabili, vetro, alluminio, plastiche ed anche il mercurio.

Dall'inizio dell'operativita' (1/o gennaio 2008) a oggi, Ecolamp ha raccolto e avviato al trattamento ben 2.000 tonnellate di sorgenti luminose a fine vita, di cui la meta' solo durante quest'anno. Nel 2008 erano state 155,6 le tonnellate raccolte, mentre nel 2009 sono state 832.

In meno di tre anni di attivita', dunque, sono stati recuperati circa 1.712 tonnellate di vetro, 79 di metalli e 57 di plastiche, tutti materiali avviati al riciclo, mentre si e' evitata la dispersione nell'ambiente di 1.870 kg di mercurio.
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