Dal rubinetto del 96% degli italiani esce acqua potabile. Eppure siamo i maggiori consumatori al mondo di "minerale" in bottiglia. Questa guida spiega perché l'acqua degli acquedotti è buona, sicura e comoda, ma è surclassata a colpi di spot dall'acqua in bottiglia, cara per le nostre tasche e poco sostenibile per l'ambiente. Scheda per scheda, l'analisi delle aziende imbottigliatrici che si spartiscono un mercato da oltre 3 miliardi di euro. Mentre nelle casse pubbliche arrivano solo le briciole.

L’Italia è anche tra i primi produttori al mondo di acque minerali, con 12,4 miliardi di litri imbottigliati nel 2007. Sono 190 le società imbottigliatrici, proprietarie di 321 marchi. Il mercato tuttavia è molto concentrato, ed è in mano a 4 grandi gruppi che controllano il 54% delle vendite. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, e in contemporanea col Forum mondiale sull’acqua di Istanbul, torna in libreria la “Piccola guida al consumo dell’acqua. Vademecum per l’uso responsabile di un bene comune”, dopo un successo di oltre 25mila copie vendute in poco più di un anno.
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La giornata mondiale dell'acqua


 
 

LUI è un ex bocconiano in carriera, ma si sente uno scrittore che va alla guerra. Per combattere contro il Nulla, quella forza malefica che bada solo ad accumulare denaro, contro gli uomini e la vita vera. Adriano Casassa, 50 anni, romano, per lungo tempo dedito all'alta finanza internazionale, quel mondo votato ai soldi e agli affari lo conosce bene, per aver lavorato nelle grandi banche mondiali e per poi aver addirittura aperto una sala speculativa tutta sua, tra Milano e Londra.

Una prima vita consacrata agli affari quella di Casassa, infine nel 2000 il colpo di scena. Quando l'uomo con la passione del denaro molla tutto e apre un ristorante in Spagna, a Barcellona. E comincia a scrivere proprio di quell'ambiente che ha abbandonato e di quel Nulla che per tanto tempo era stato il suo pane quotidiano. E' Il gioco estremo, thriller e insieme spy story, appena arrivato in libreria per Fanucci editore.

Il protagonista è Leonardo Vassilevic Voronov, il capo di una setta segreta che vuole a tutti i costi scoprire un'energia alternativa capace di salvare il mondo dall'inquinamento e dal petrolio. Un uomo amante degli alberi e della natura che, con i suoi progetti, sfida gli interessi di una potente organizzazione che riunisce gli individui più ricchi della terra; un gruppo cinico e spietato che controlla chiunque con i soldi e con l'intimidazione. Una battaglia disperata tra Bene e Male che coinvolge persone dal passato misterioso e che si snoda tra Russia e Italia, tra l'Egitto e New York. Un romanzo d'esordio che mette in scena i fantasmi del nostro tempo e che racconta la comune speranza in un futuro migliore.

Il gioco estremo è un thriller ecologico dove la possibilità di salvare il mondo è affidata a un progetto di energia alternativa. E' una trama realistica?
"Il libro è ribellione verso la realtà surreale in cui viviamo. E' un thriller che, sebbene intriso di fantasia, non si stacca mai dal mondo reale, anzi vi si innesta e osserva con ottiche diverse, molto plausibili, fatti di cronaca contemporanea. Reale è quindi anche l'energia alternativa che propone, inventata da uno scienziato italo americano con cui ho collaborato tre anni. Parliamo di un'energia potente, efficace, in grado di rendere davvero obsoleto il petrolio. Non si perde tempo con inganni come l'eolico o il solare capaci al massimo di coprire un dieci per cento del fabbisogno mondiale. Lo stesso idrogeno è una farsa, per produrre un litro di idrogeno bisogna bruciare oltre un litro di benzina, che senso ha continuare a parlarne? Il Gioco Estremo a cui l'umanità sta giocando non può essere vinto cambiando l'energia per ripulire l'aria del mondo e i nostri polmoni. Il Gioco estremo è al di la del bene e del male, concetti ormai confusi. Vita e Nulla sono gli avversari e sopravvivenza ed estinzione i premi in palio. L'amore per la Vita in tutte le sue forme è il motore del libro e anche l'unica soluzione ai problemi del mondo. La Vita nel suo caotico divenire è incompresa dagli uomini. E non capre la vita porta a disprezzarla".

Amore e speranza per un mondo migliore, mistero e l'eterna lotta del bene contro il male. Lei si è occupato di alta finanza per anni, quanto c'è della sua esperienza nel libro?
"La finanza, o meglio la speculazione sui mercati, il creare ricchezza dal nulla, comprando e vendendo, è stata la mia grande passione per quindici anni e quello che ho visto mi ha portato a immaginare l'esistenza di un complotto mondiale. L'Avversario di cui si parla nel libro, Il Nulla, dedica una cura particolare ad accumulare denaro e lo usa per ingigantire il disprezzo dell'uomo verso se stesso. Consolida e aumenta le barriere fra l'umanità e la Terra, non trascura un dettaglio. Scarpe, calze, case e mezzi di trasporto sono spesso fasciati con materiali isolanti. I campi magnetici naturali sono alterati dalle onde elettromagnetiche, i cibi avvelenati con la chimica. Il transgenetico è il passo finale, non avvelena, ma cambia il senso profondo, il codice madre. Senza l'energia pura della natura l'umanità perde il suo slancio vitale. Il nemico della Vita è vita deformata, un rilfesso maligno in uno specchio che appare uguale pur essendo il nostro opposto. Tale nemico persegue un fine autodistruttivo che sfugge alla logica umana e si nasconde dietro la sua impercettibilità. Solo pensare che il Nulla esiste è infatti una contraddizione logica, il miglior scacco alla mente umana. E, non capire questo significa attribuire gli orrori odierni alla nostra natura e quindi a disprezzarci".

Adesso lei gestisce un ristorante a Barcellona, Il gioco estremo è il suo primo romanzo. Quale posto ha la scrittura nella sua vita?
"Io ho abbandonato la finanza tanti anni fa, ora mi occupo di far mangiare bene la gente nel mio ristorante a Barcellona. Di notte, quando ho tempo ed energia, scrivo. Scrivere è la mia arma, il mio esercito che si materializza in legioni di parole. Io non scrivo per diletto, per me è una guerra, una lotta all'ultimo sangue, perché per scrivere del Nulla io devo smettere di ignorarlo come fanno tutti.

"Quando scrivo devo guardare in faccia il nemico e spingere lo sguardo verso il futuro. Per farlo ci vuole coraggio, molto coraggio. A Sergio Fanucci, mio editore ed amico, dico sempre che io non sono uno scrittore, ma un guerriero".

Adriano Casassa,Il gioco estremo, pag. 517, euro 19