Arriva sul mercato ReVita, una nuova linea di caricabatterieche consente di rigenerare e ricaricare in totale sicurezza e semplicità anche le normali batterie alkaline stilo e ministilo “usa e getta” da 1.5V. Quelle che tutti noi, dopo averle utilizzate, gettiamo nella spazzatura e che sono una importante causa di inquinamento ambientale.
A differenza dei comuni caricabatterie ReVita dispone di una circuiteria molto complessa divisa in quattro sezioni. Ogni batteria è caricata individualmente ed ogni circuito è controllato da un apposito microprocessore il quale verifica la temperatura e la tensione durante tutto il ciclo di carica.  Questo sistema garantisce efficacia e sicurezza di utilizzo.
La linea ReVita è composta attualmente da 3 modelli: il modello RV1, di rete 220V, con spazio per ricaricare contemporaneamente fino a 4 batterie, il modello RV2 sempre a 4 spazi ed alimentabile direttamente da una porta mini USB, o dall’alimentatore di uno smartphone mini USB, ed il modello più compatto RV3, anch’esso USB, con scomparti per sue sole batterie. 
Ogni caricabatterie ReVita permette di ricaricare anche una sola batteria alla volta oppure batterie diverse anche di differenti produttori.
Il sistema intelligente di ReVita testa immediatamente la batteria e verifica subito se questa possa essere ricaricata o meno in quanto compromessa chimicamente.
ReVita ricarica ovviamente anche le batterie ricaricabili da 1.2 V NiMh o NiCd e lo fa in tempi molto rapidi.ReVita è sicuro in quanto si “spegne” automaticamente al termine del processo di ricarica, o al termine del “tempo massima di ricarica” (4 ore) o qualora la batteria si riveli danneggiata dopo l’inizio della carica.
 
 
Milano cambia, andando verso una mobilità sempre più sostenibile, con meno auto, molte più biciclette e la diffusione di isole ambientali. È questa la fotografia di come si sta trasformando la città, dal 2003 a oggi, scattata dall'aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (Pgtu), il documento cui compete la programmazione degli scenari di mobilità nel breve periodo.
In particolare, sono 74mila le auto in meno in città, sono invece aumentati del 50% gli ingressi di biciclette nel centro e si sono moltiplicate aree pedonali (399mila mq), zone a traffico limitato (134.800 mq) e zone 30 (325.600 mq). Inoltre, oggi si contano 145 km di piste ciclabili, 150 stazioni del bike sharing e 95.500 posti auto regolamentati. 
Grazie al monitoraggio e ai dati raccolti da Amat è stato possibile descrivere i cambiamenti della mobilità in città dal 2003 al 2012, definire così con maggior precisione i bisogni di chi oggi vive e lavora a Milano e, in base a questi ultimi, delineare strategie di sviluppo che privilegino la qualità della vita e riducano i disagi causati dal traffico: estendere gli ambiti riservati alla mobilità dolce, riqualificare il centro storico riducendo la congestione, migliorare e potenziare il trasporto pubblico, riqualificare ambiti locali periferici, razionalizzare la distribuzione delle merci (anche passando dalle attuali 1.350 piazzole carico/scarico a 2.400), estendere la regolamentazione della sosta, valorizzare la fruizione dei parcheggi in struttura già presenti sul territorio.

Sul fronte della mobilità dolce si vogliono estendere, in una prima fase, le Zone 30 per favorire la sicurezza e la convivenza di tutte le componenti della mobilità (per esempio, Baggio, Colonna, Dergano, Figino, Lazzaretto, Melzo, Muratori, Paruta, Tortona-Solari) e realizzare una rete di ciclabilità sempre più diffusa e continua (Maciachini-Fermi-Comasina, QT8-Gallaratese, Lotto-Triennale, Duomo-Monforte, Duomo-Sempione, Duomo-Porta Nuova, Portello-Molino Dorino, Medaglie d’Oro-Chiaravalle).
In tema di trasporto pubblico il Pgtu punta a estendere le corsie riservate, alcune già inserite nel Piano triennale delle opere pubbliche (per esempio, Gorizia-Col di Lana-Bligny-Sabotino, Cermenate-Antonini, Coni Zugna, Certosa-Bovisa-Maciachini, Solari-Montevideo, Tunisia) e il preferenziamento semaforico (metrotranvia sud, linee 7 e 13), dopo gli effetti positivi ottenuti su 5 linee (90, 91, 4, 12 e 15) grazie agli interventi su 183 semafori.
Il Pgtu, poi, mette in luce anche il rapporto offerta/domanda di sosta, supportato da due campagne di rilievo effettuate nel 2004 e nel 2008, che hanno messo in evidenza come, a parità di offerta, si sia ridotta la domanda tra il 10 e il 19%. Allargando il confronto al 2012, l’incremento degli spazi di sosta regolamentata è stato del 73% per i residenti e dell’87% per le strisce blu (rispetto al 2003). Per continuare sulla strada intrapresa, il Piano individua l’estensione degli ambiti di sosta regolarizzata, da Zara-Testi ad Abbiategrasso, da Bisceglie a Rogoredo, da Cascina Gobba a Mac Mahon, Piero della Francesca, Arcole, Bovisa e Città Studi.
Dopo 60 giorni di pubblicazione, durante i quali verranno raccolte e recepite le osservazioni, il Pgtu verrà assunto tramite delibera di Giunta e poi di Consiglio. 
 
 
ANEA, Agenzia Napoletana Energia Ambiente, aderisce alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010, promossa dall'Unione Europea, in programma dal 20 al 28 novembre, con numerose iniziative, volte a sensibilizzare la cittadinanza. 
Nell'ambito della Campagna  per il Bollino Blu, il Comune di Napoli, in collaborazione con ANEA, darà il via, il 1° gennaio del 2011, al processo di semplificazione e dematerializzazione delle pratiche per il Bollino blu nel capoluogo partenopeo, che porterà benefici ambientali rilevanti, quantificabili in 2,8 tonnellate di CO2, non disperse nell'ambiente. 
Nel dettaglio l'operazione di modifica delle procedure di erogazione del bollino prevede: 
-Stampa del doppio anno sul bollino autoadesivo, come già avviene per il Bollino Blu per i veicoli a due ruote. 
-Eliminazione della terza copia della scheda dati che, attualmente, va consegnata dalle officine al Servizio Ambiente/Comune di Napoli. 
L'attuazione dell'e-government, basato essenzialmente sulla semplificazione delle procedure amministrative, rientra nella Legge n. 133/2008, che mira a ridurre l'utilizzo della carta e gli oneri amministrativi per i cittadini e le pubbliche amministrazioni. 
Inoltre, nell'ambito dell'iniziativa "No plastic….fantastic!", ANEA, in virtù della messa al bando dal 1° gennaio 2011 dei sacchetti di plastica, invita subito tutti i supermercati e gli ipermercati del napoletano a sostituire le buste inquinanti, con shopping bag riutilizzabili.
In Italia, infatti, sono 20 miliardi le buste di plastica utilizzate ogni anno, per una produzione annua di 200 mila tonnellate di CO2, smaltibili in un lasso di tempo che oscilla tra i 15 e i 1000 anni. 
Da segnalare, infine, che, in occasione di EnergyMed 2011, "Mostra Convegno sulle fonti rinnovabili e l'efficienza energetica", in programma a Napoli, presso la Mostra d'Oltremare, dal 14 al 16 aprile, ANEA allestirà un salone espositivo dedicato interamente al Recycle, al fine di diffondere le buone pratiche sul tema del recupero di materia ed energia dai rifiuti.