Enel Green Power, la società delle rinnovabili del colosso energetico italiano Enel S.p.A., cresce in Provincia di Siena nel geotermico con la centrale geotermica di Radicondoli 2. A darne notizia è stata nei giorni scorsi la stessa Enel Green Power dopo che l’impianto è stato messo in marcia il 10 novembre scorso con una potenza pari a 20 MW che, unitamente ai 40 MW della centrale già esistente, porta la potenza complessiva cumulata nel Comune di Radicondoli a 60 MW.

Trattasi, nello specifico, di una potenza complessiva cumulata in grado di produrre a regime energia elettrica per ben 140 milioni di chilowattora, tanti quanti ne bastano per soddisfare i consumi di ben 55 mila famiglie, e di risparmiare annualmente la bellezza di 200 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2) che, quindi, non saranno immesse in atmosfera.

Il polo geotermico di Enel Green Power sul territorio della Regione Toscana è uno tra i più grandi al mondo, con il nuovo impianto che è stato realizzato in poco più di 12 mesi dopo aver ottenuto l’autorizzazione nello scorso mese di luglio. Secondo quanto dichiarato dall’Amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace, la messa in marcia dell’impianto Radicondoli 2 conferma l’eccellenza del nostro Paese nel settore delle rinnovabili, ed in particolare nel geotermico, con la conseguenza che è stato fatto un altro passo in avanti in direzione dell’aumento della capacità complessiva geotermica italiana.

Per quel che riguarda la prevenzione di anomalie di funzionamento dell’impianto,Enel Green Power a Radicondoli ha adottato innovativi sistemi sia per latelediagnostica, sia per la telesupervisione, ragion per cui il controllo a distanza dell’impianto è completo a fronte del rispetto dei migliori standard per quel che riguarda l’inserimento paesaggistico e la tutela dell’ambiente. Al fine di garantire un’armonizzazione dei vincoli paesaggisti e di quelli ambientali, infatti, Enel Green Power ha realizzato il polo geotermico toscano attraverso una fase di sviluppo condivisa con gli Enti locali.

 
 
L'International Finance Corporation (IFC), istituto della Banca Mondiale per il settore privato, fornirà 50 milioni di dollari e ne mobiliterà altri 140 per sostenere la realizzazione del più grande progetto geotermico presentato in Nicaragua negli ultimi 25 anni. I fondi saranno utilizzati dalla Polaris Energia Nicaragua SA per la costruzione di una centrale da 72 MW a San Jacinto, nel nord-ovest del Paese, per un costo complessivo stimato in 370 milioni di dollari. A regime, l'impianto coprirà quasi il 20% dell'attuale fabbisogno di energia elettrica del Nicaragua: contribuirà in misura significativa all'obiettivo del governo di ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni di fonti fossili, che oggi forniscono il 70% dell'elettricità. Inoltre, il nuovo impianto consentirà di accelerare il programma di elettrificazione del Nicaragua. Attualmente, infatti, solo il 66% della popolazione ha accesso all'energia elettrica e l'intenzione del governo, esplicitata nei giorni scorsi dal Ministero dell'Energia e delle Miniere, è di arrivare a una copertura dell'85% entro il 2014. "Il successo di questo progetto - ha dichiarato Bernie Sheahan, direttore del Dipartimento per le Infrastrutture IFC per l'America Latina - è estremamente importante per l'intera America Centrale: tutta la regione potrebbe aumentare sensibilmente la produzione di energie rinnovabili proprio sviluppando le risorse geotermiche, che sono le meno costose rispetto alle alternative esistenti". Copyright APCOM (c) 2008