(TMNews) - Una turbina eolica a km zero costruita dai rottami. In Kenia, dove oltre l'80% degli abitanti, ovvero circa 30 milioni di persone, non ha accesso all'elettricità, una società sta diffondendo l'eolico fai-da-te realizzato con l'e-waste. È questo il progetto, infatti, di Access:energy, divisione energetica di Access:collective, che si occupa dello sviluppo dell'Africa orientale e vuole diffondere l'utilizzo di mini turbine eoliche.
Il sito spiega Greeenme.it spiega che l'obbiettivo è quello di dare alla popolazione le conoscenze tecniche per realizzare i propri aerogeneratori a partire da rottami metallici, parti di automobili e rifiuti elettronici. Nei Paesi in via di sviluppo l'energia del vento, infatti è ancora troppo poco utilizzata. Colpa soprattutto dei costi proibitivi, che spingono spesso a preferire i pannelli fotovoltaici importati dall'estero.
Il dispositivo realizzato dall'azienda si chiama Night Heron Turbine e produce energia elettrica ad un costo di due o tre volte inferiore rispetto ai pannelli solari fotovoltaici equivalenti in potenza. È in grado di generare energia sufficiente per 50 abitazioni rurali (circa 2,5 kWh al giorno), e, soprattutto, può essere costruito con materiali di provenienza locale.Gli usi sono praticamente infiniti, permettendo alle persone di caricare i telefoni cellulari da casa, dando alle cliniche energia sufficiente a mantenere accesi i macchinari o fornendo luce non inquinante, libera dal cherosene, ai bambini che vogliono studiare.

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L'amministrazione Obama ha lanciato una importante iniziativa per accelerare lo sviluppo delle centrali eoliche, al largo della costa orientale degli Stati Uniti. Il responsabile del Dipartimento degli Interni (DOI), Ken Salazar, ha annunciato l'adozione di un pacchetto di misure (il cosiddetto "Smart from the Start") per facilitare l'ubicazione e snellire le procedure relative alla costruzione di impianti eolici offshore. Il programma messo a punto per avviare lo sviluppo del settore ha l'obiettivo di accelerare la valutazione dei siti idonei per l'installazione degli impianti, in modo da definire una lista di siti "prioritari", e contiene norme destinate a migliorare il processo di coordinamento tra le competenze locali, statali e federali. L'accelerazione che verrà impressa all'intero iter autorizzativo, che allo stato attuale è notevolmente più lungo e complesso di quello richiesto per le altre fonti rinnovabili, comporterà una riduzione dei tempi di realizzazione rendendo l'opzione rappresentata dall'eolico offshore - si legge nel comunicato del DOI - una risorsa cruciale per aumentare il contributo delle rinnovabili alla generazione di energia elettrica. L'iniziativa, che va incontro alle forti aspettative per l'eolico offshore determinatesi in alcuni Stati della costa orientale (in particolare Maryland, Delaware, New Jersey, Virginia, Rhode Island e Massachusetts), ha ottenuto il plauso, tra i molti altri, del governatore del Maryland, Martin O'Malley. Il quale ha rimarcato l'importanza di sfruttare l'enorme potenziale della risorsa eolica presente lungo la costa orientale, le ricadute positive che ne deriverebbero sul piano dell'occupazione e i benefici che ne riceverebbero le grandi città costiere. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
Dopo una serie di negoziazioni, è stato raggiunto l’accordo che consentirà allacompagnia energetica belga C-Power NV di poter connettere alla rete elettrica nazionale il proprio impianto eolico offshore. A supportare finanziariamente l’ultimo stadio per la piena operatività di questa unità eco-energetica sarà la ABB, che ha siglato un’intesa da 125 milioni di dollari finalizzati a connettere il parco eolico alla terra ferma.

La connessione dell’impianto eolico offshore permetterà inoltre al parco eolico della Thorton Bank, che sorge a 30 chilometri dalle coste del Belgio, di potersi espandere ulteriormente.
 
Attualmente, infatti, il parco eolico offshore belga ha installato sei turbine in grado di garantire una capacità energetica di 30 MW. Grazie alla nuova intesa,lo sviluppo del progetto potrà andare avanti, fino a giungere alla installazione di un ammontare complessivo di 48 turbine, per una capacità energetica di oltre 325 MW.
 
Stando a quanto contenuto nell’accordo, la ABB rimarrà responsabile della fornitura, dell’installazione e della gestione del sistema che collegherà la piattaforma dell’impianto eolico alla terra ferma, mediante una serie di cavi sottomarini.
 
Il progetto dovrebbe divenire pienamente funzionale solo nel 2013.

Via | Business Green
 
 
Enel Green Power ha finalizzato oggi con Gamesa l'acquisizione del parco eolico La Bouleste, che incrementa la capacita' eolica installata in Francia dalla societa' delle rinnovabili di Enel di 10 MW. L'impianto, costituito da 5 turbine eoliche Gamesa G87 di 2 MW ciascuna, sara' in grado di produrre oltre 20 milioni di kWh all'anno, sufficienti, spiega una nota del gruppo, a soddisfare con energia ''pulita'' i consumi di 6 mila famiglie, e di evitare l'emissione in atmosfera di oltre 10 mila tonnellate di CO2.

Il nuovo progetto costituisce un'ulteriore conferma della strategia di crescita di Enel Green Power nel mercato delle rinnovabili in Francia. Attualmente la societa' ha una capacita' gia' installata nel paese di 102 MW, ai quali si aggiungeranno altri 64 MW attualmente in corso di realizzazione, che entreranno in esercizio l'anno prossimo. 

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Dopo aver recepito nel novembre dello scorso anno il giudizio positivo sulla compatibilità, e dopo aver ottenuto allo stesso modo il nulla osta ed i relativi pareri da parte di tutti gli Enti che a vario titolo sono coinvolti, l’Assessorato all’Industria della Regione Sardegna, dopo la Conferenza dei Servizi dello scorso mese di luglio, ha provveduto a completare l’iter per l’autorizzazione, nell’area del Comune di Portoscuso, ad un impianto eolico che sarà realizzato dal colosso italiano delle rinnovabili Enel Green Power.

A darne notizia è stata proprio l’Amministrazione regionale nel sottolineare in particolare come in questo modo nell’area sia stata a conti fatti posata la prima pietraper ricostruire un’economia che ha subito i pesanti e duri effetti della crisi finanziaria ed economica degli ultimi tre anni.

A regime l’impianto, grazie ai suoi 39 aerogeneratori da 2,3 megawatt, sarà in grado di garantire, a seguito della produzione di energia pulita, un risparmio di anidride carbonica (CO2) pari a ben 144 mila tonnellate all’anno; il tutto a fronte di una capacità di produzione di energia elettrica pari a 197 giga watt nell’ambito di uninvestimento complessivo pari a 134 milioni di euro che, come sopra accennato, è stato autorizzato dalla Regione Sardegna.

Al fine sia di sviluppare l’utilizzo delle fonti rinnovabili sul territorio, sia per corrispondere delle compensazioni a livello ambientale, Enel Green Power ed il Comune di Portoscuso hanno inoltre siglato uno specifico accordo di programma che permetterà di valorizzare l’area dal punto di vista non solo ambientale, ma anche culturale e paesaggistico.

Ad esempio, sarà realizzata quella che è stata denominata la “porta del parco“, un importante elemento architettonico nell’ambito degli accordi per la realizzazione dell’impianto eolico da parte di Enel Green Power che, trovandosi in un sito di interesse nazionale, ha ottenuto da parte del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare le relative autorizzazioni.

 
 
Un nuovo apparecchio potrà prevedere l'intensità e la direzione esatta del vento in anticipo, riorientando in continuazione le pale eoliche, in modo da massimizzare l'efficienza delle turbine. Il dispositivo, chiamato Spidar, è stato sviluppato dalla società israeliana Pentalum Technologies, secondo cui comporterà un miglioramento fino al 15% rispetto ai sistemi attualmente in uso. Il meccanismo si basa su un sistema di sensori che misurano, ognuno per la sua postazione, l'andamento del vento in tempo reale. I dati vengono trasmessi a un computer centrale, che li elabora, calcola in tempo reale l'intensità e la direzione del vento e provvede a riorientare le pale una frazione di secondo prima che il vento arrivi. Questa tecnologia permetterà di sfruttare nel modo migliore le folate e le raffiche improvvise, ma anche le differenze di direzione e intensità che il vento presenta sempre, anche all'interno di piccole aree. Inoltre sarà utile per tracciare meglio il regime dei venti e quindi di prevederne l'andamento futuro: "Una comprensione migliore del regime dei venti in una zona permette di prevedere l'energia che un parco eolico potrà produrre l'indomani o la settimana successiva", ha spiegato Gil Shamai, uno dei fondatori della Pentalum. Secondo Shamai l'apparecchio, leggero ed economico, potrà essere installato facilmente anche da una sola persona, e potrà misurare i venti fino a 200 metri di quota. La società produttrice conta di lanciare il nuovo prodotto negli Stati Uniti già nel 2011, e a seguire in Europa. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
Un impianto combinato che unisce un parco eolico a una centrale idroelettrica ad accumulazione con sistema di pompaggio: è questa la nuova soluzione proposta in Germania per sopperire all'instabilità dell'energia eolica generando elettricità 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, senza ricorrere a fonti fossili. Il progetto è al centro di un accordo fra le società tedesche RAG Montan Immobilien e RWE Innogy, che stanno pensando di realizzarlo su un cumulo di detriti prodotti dall'attività mineraria vicino alla città di Hamm (Renania settentrionale). Durante la notte o quando il vento sarà più forte, tutta o parte dell'energia prodotta dagli aerogeneratori sarà usata per pompare l'acqua da un bacino inferiore a uno superiore, posto a circa 50 metri più in alto. Durante i momenti di picco della domanda di elettricità sulla rete, l'acqua sarà invece scaricata verso il basso, azionando le turbine idrauliche. La potenza prevista per la centrale idroelettrica è compresa tra 15 e 20 MW, con bacini di accumulo dell'acqua di 600.000 metri cubi. Se gli studi di fattibilità e le sperimentazioni avranno conclusioni positive, le due società potrebbero costruire in seguito altri impianti simili nella zona. "È urgente trovare un modo per sopperire all'incostanza del vento, altrimenti la crescita di questa fonte di energia rinnovabile si fermerà. Nelle pianure della Germania settentrionale i cumuli di detriti, alti fino a 100 metri, sono un'ottima soluzione: da un lato hanno un regime di venti favorevole, dall'altro il dislivello può essere sfruttato per una centrale idroelettrica ad accumulazione con sistema di pompaggio. Inoltre non intervenendo sull'ambiente naturale si ottiene un consenso più facile dalla popolazione", ha dichiarato Fritz Vahrenholt, presidente del consiglio di amministrazione della RWE Innogy. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
Un nuovo apparecchio potrà prevedere l'intensità e la direzione esatta del vento in anticipo, riorientando in continuazione le pale eoliche, in modo da massimizzare l'efficienza delle turbine. Il dispositivo, chiamato Spidar, è stato sviluppato dalla società israeliana Pentalum Technologies, secondo cui comporterà un miglioramento fino al 15% rispetto ai sistemi attualmente in uso. Il meccanismo si basa su un sistema di sensori che misurano, ognuno per la sua postazione, l'andamento del vento in tempo reale. I dati vengono trasmessi a un computer centrale, che li elabora, calcola in tempo reale l'intensità e la direzione del vento e provvede a riorientare le pale una frazione di secondo prima che il vento arrivi. Questa tecnologia permetterà di sfruttare nel modo migliore le folate e le raffiche improvvise, ma anche le differenze di direzione e intensità che il vento presenta sempre, anche all'interno di piccole aree. Inoltre sarà utile per tracciare meglio il regime dei venti e quindi di prevederne l'andamento futuro: "Una comprensione migliore del regime dei venti in una zona permette di prevedere l'energia che un parco eolico potrà produrre l'indomani o la settimana successiva", ha spiegato Gil Shamai, uno dei fondatori della Pentalum. Secondo Shamai l'apparecchio, leggero ed economico, potrà essere installato facilmente anche da una sola persona, e potrà misurare i venti fino a 200 metri di quota. La società produttrice conta di lanciare il nuovo prodotto negli Stati Uniti già nel 2011, e a seguire in Europa. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
Nei prossimi cinque anni il volume degli investimenti nel settore dell'eolico offshore ammonterà a oltre 39 miliardi di euro, con una spesa annuale a fine periodo salirà a 12 miliardi di euro. È quanto prevedono gli analisti della Douglas-Westwood nel rapporto "The World Offshore Wind Market 2011-2015". Queste aspettative riflettono la previsione di 11.000 MW di nuova capacità eolica offshore installata nei 5 anni considerati, contro i circa 3.000 che risultano in esercizio a fine 2010. Regno Unito, Germania e Cina continueranno ad essere i tre principali mercati del settore: l'83% della nuova capacità installata sarà opera di questi 3 Paesi. In particolare, sarà il Regno Unito a consolidare la sua leadership mondiale nell'energia eolica offshore con oltre 4.400 MW di capacità. Per quanto riguarda l'Europa, altri Paesi, e in particolare Olanda e Francia, stanno manifestando un forte interesse per il settore, manifestatosi con l'annuncio e l'avvio di vari progetti. Secondo il rapporto sarà però la Cina a scalzare la posizione acquisita dal Regno Unito e a diventare il principale mercato entro il 2020. Pur essendo partito in ritardo rispetto ai concorrenti europei, l'accelerazione che il Paese asiatico sta imprimendo allo sviluppo dell'eolico offshore è infatti considerevole. Complessivamente, nei prossimi cinque anni, la Cina investirà in questo settore oltre 3 miliardi di euro. Copyright APCOM (c) 2008
 
 
Energia verde dall'Alto Adige, prodotta a 2.300 metri di quota, dove l'Alpine jet, un vento che soffia costantemente, garantisce condizioni perfette. E' questo il progetto di energia rinnovabile che sara' realizzato al valico italo-austriaco del Brennero dall'altoatesina Leitwind.

Il parco eolico con 22 rotori produrra' annualmente circa 100 milioni di chilowattora di energia elettrica.

''Il Brennero - ha detto il titolare di Leitwind Michael Seeber, presentando il progetto - si rivelera' un sito di produzione di energia rinnovabile di grande efficienza e crediamo che possa diventare un corridoio verde, con la produzione di idrogeno grazie all'energia che verra' ricavata''.

Si prevede infatti di destinare l'energia prodotta nelle ore notturne alla generazione di idrogeno, in modo da sostenere validamente gli sforzi che l'Alto Adige sta compiendo per diventare una Regione-clima.

Alla base del progetto una joint venture tra il privato ed Ae, l'azienda energetica delle citta' di Bolzano e di Merano.

Assieme gestiscono gia' un parco eolico a Montecatini Val di Cecina (Toscana) e collaborano nello sviluppo di ulteriori parchi eolici.

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