(TMNews) - Gli impianti a energia eolica e solare - se muniti di un adeguato sistema di immagazzinamento dell'energia - sarebbero in grado entro il 2030 di alimentare una rete di distribuzione estesa per il 99,9% del tempo, ad un costo equivalente a quelli attuali: è quanto si legge in uno studio dell'Università del Delaware. 
Come spiega il sito di Science Daily, la chiave è quella di combinare la produzione di energia con dei sistemi di immagazzinamento: le simulazioni sono state effettuate su un modello di rete (Pjm Interconnection) equivalente a un quinto della rete statunitense. 
La ricerca aveva come obbiettivo non la produzione di energia ma la minimizzazione dei costi: il risultato è che produrre in eccesso rispetto alla domanda media è meno costoso che immagazzinare energia per una futura richiesta. 

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L’impegno ambientale messo in campo dalla provincia di Siena sta dando già i primi e importanti frutti. Con una capacità di assorbimento delle emissioni serra del 94%, Siena Carbon Free 2015, il progetto avviato dal territorio per il contenimento e la riduzione dell’anidride carbonica, può dirsi un vero e proprio successo. Successo premiato dalle Nazioni Unite in questi giorni come una delle migliori pratiche realizzate a livello mondiale da una realtà locale, e celebrato nei suoi risultati questa mattina attraverso un incontro alla Certosa di Pontignano. Si è aperto questa mattina il convegno sullo sviluppo sostenibile promosso dall’amministrazione provinciale e Apea, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Siena, una due giorni organizzata per fare il punto sullo stato dell’ambiente, le politiche messe in campo in questi anni e su quanto rimane ancora da fare per raggiungere il traguardo di un futuro a emissioni zero per le Terre di Siena.

E i dati presentati oggi dimostrano che il traguardo fissato dall’amministrazione è davvero a portato di mano.

“Il dato certificato sul 2010 – commenta l’assessore provinciale all’ambiente, Gabriele Berni – è eccezionale e non ha eguali in Italia e in Europa. Significa aver raggiunto gli obiettivi di Kyoto con 8 anni di anticipo rispetto alla scadenza del 2020. Le stime provvisorie per il bilancio 2011 sono ulteriormente in crescita e questo ci permette di vedere sempre più vicino l’obiettivo Siena Carbon free, ovvero una capacità di assorbimento delle emissioni del 100 per cento”. Come sottolineato dal dirigente del Settore politiche ambientali della Provincia di Siena, Paolo Casprini – i livelli di CO2 nel 2010 sono scesi sensibilmente migliorando del 10% rispetto al 2009 e del 22% rispetto al 2006, anno del primo bilancio certificato. Come si spiegano questi risultati? “Il sensibile miglioramento del saldo delle emissioni – spiega Casprini – è dovuto, principalmente, alla forte riduzione dei consumi di combustibili fossili, a partire da quelli della benzina, diminuito del 31,5 per cento, e del gasolio, calato di quasi il 17 per cento”. Il merito va diviso in parti uguali: da una parte le azioni virtuose di efficientamento e risparmio energetico attivate da aziende e cittadini, dall’altro il forte incremento della produzione di energia verde, in particolare da fotovoltaico, sostenuto con impegno dalla Provincia.

 
 
Anche quest'anno nelle case degli italiani entreranno circa 8 milioni di alberi 'veri' per una spesa di 150 milioni di euro. Lo segnala la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori sottolineando che pini e abeti veri ancora una volta supereranno abbondantemente quelli 'artificiali', poco piu' di 5 milioni. Per oltre il 60% gli alberi 'veri' sono di produzione nazionale, mentre gli altri provengono dai Paesi del Nord Europa, in particolare dalla Danimarca.

L'acquisto degli alberi "veri" - sottolinea la Cia - aiuta l'ambiente in quanto provengono, per la maggior parte, dai vivai (circa l'85%), mentre il restante 15% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale. Questi sono coltivati in terreni particolari, difficili e collinari proprio per tutelare l'assetto idrogeologico, evitando cosi' frane e smottanti. Il ricambio e' infatti continuo. La coltivazione dell'albero di Natale e' concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia), in Veneto e in Friuli. La Cia, quindi, invita ad acquistare i 'naturali' da venditori autorizzati, evitando quelli con le radici recise. Finite le feste, possono essere, infatti, rimpiantati in giardini e parchi o negli stessi vivai. La vendita degli alberi 'veri' - avverte la Cia - viene favorita anche dai prezzi pressoche' stabili rispetto al 2009. I prezzi per quelli 'naturali' di dimensioni normali variano dai 20 ai 50 euro. Ovviamente, il costo cresce se si e' in presenza di un albero che supera i due metri di altezza.- ROMA, 29 NOV - Anche quest'anno nelle case degli italiani entreranno circa 8 milioni di alberi 'veri' per una spesa di 150 milioni di euro. Lo segnala la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori sottolineando che pini e abeti veri ancora una volta supereranno abbondantemente quelli 'artificiali', poco piu' di 5 milioni. Per oltre il 60% gli alberi 'veri' sono di produzione nazionale, mentre gli altri provengono dai Paesi del Nord Europa, in particolare dalla Danimarca. L'acquisto degli alberi "veri" - sottolinea la Cia - aiuta l'ambiente in quanto provengono, per la maggior parte, dai vivai (circa l'85%), mentre il restante 15% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale. Questi sono coltivati in terreni particolari, difficili e collinari proprio per tutelare l'assetto idrogeologico, evitando cosi' frane e smottanti. Il ricambio e' infatti continuo.

La coltivazione dell'albero di Natale e' concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia), in Veneto e in Friuli. La Cia, quindi, invita ad acquistare i 'naturali' da venditori autorizzati, evitando quelli con le radici recise. Finite le feste, possono essere, infatti, rimpiantati in giardini e parchi o negli stessi vivai. La vendita degli alberi 'veri' - avverte la Cia - viene favorita anche dai prezzi pressoche' stabili rispetto al 2009. I prezzi per quelli 'naturali' di dimensioni normali variano dai 20 ai 50 euro. Ovviamente, il costo cresce se si e' in presenza di un albero che supera i due metri di altezza.

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Continuano i nostri appuntamenti con i consigli per un Natale all’insegna dell’ecologia e della sostenibilità. Oggi vi proponiamo delle decorazioni natalizie e, perché no, idee regalo molto carine ed ecosostenibili, le Coco Christmas di Legambiente.

Le Coco Christmas sono delle confezioni in fibra di cocco al 100% naturali che contengono al loro interno semi di fiori che attirano farfalle, coccinelle e insetti indispensabili per una sana agricoltura biologica. Nelle Coco Christmas vi sono semi di calendula, fiore giallo e solare, di zinnia, fiore violaceo originario dell’America centrale e del Messico, e di cosmos, un fiore dalle sfumature bianche, rosa e gialle.

Dopo essere state appese all’albero di Natale, le Coco Christmas si possono piantare in vaso o in terra: basta rimuovere il nastro colorato e il cartoncino decorativo e deporle nella terra con tutta la confezione in fibra di cocco che, decomponendosi, fornirà ottimocompost per i semi che a Primavera coloreranno di molti colori il vostro giardino o balcone.

Le Coco Christmas sono un’idea regalo per il Natale molto carina ed anche economica: con meno di 10 euro si possono fare dei regali prodotti con materiali interamente naturali, realizzati da cooperative sociali del Paese, e si può sostenereLegambiente con piccoli contributi necessari per riqualificare e creare percorsi guidati nelle aree della rete Natura e territorio, affinché tutti possano fruire delle bellezze dei nostri paesaggi naturali, e poi le Coco Christmas sono regali che non esauriscono la loro vita con il Natale: in Primavera i semi saranno ormai splendidi fiori colorati attira farfalle, coccinelle e insetti utili.

Le Coco Christmas sono disponibili in due formati da 12 e 16 cm. Il loro costo è di 4.90 euro per una confezione di 12 cm di semi di calendula e di 7,90 euro per una confezione da 16 cm. I semi del fiore cosmos hanno un costo rispettivamente di 5,45 e 8,45 euro, mentre i semi di zinnia costano 5,90 euro per la confezione da 12 cm e 8,90 euro per il formato più grande. Per avere maggiori informazioni e ordinare le Coco Christmas, visitate la sezione dedicata sul sito di Legambiente.

 
 
All’inizio ci eravamo chiesti se il Tetra Pak fosse riciclabile, o almeno in quale contenitore potesse essere smaltito, vista la sua natura di carta, plastica e alluminio assieme.
Dopo gli accordi con Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi a base cellulosica) lo smaltimento del Tetra Pak è stato fatto assieme alla carta e oggi, il suo riciclaggio dà i suoi primi risultati: Eco Lucart Natural, la prima carta nata dal riciclo dei contenitori in Tetra Pak.

Il processo di riciclo che è stato realizzato negli stabilimenti Lucart Group consente di ottenere una carta al 100% ecologica e molto resistente. La società fa parte dellaCartiera Lucchese S.p.A., nata nel 1953 nella provincia di Lucca e oggi una delle principali aziende produttrici di tessue ecologico, ossia materiali in carta per il consumo quotidiano, come fazzoletti, carta igienica, tovaglioli…

La qualità dell’eco-carta deriva dal materiale Tetra Pak che utilizza fibre di cellulosa non sbiancate, paragonabili alla cellulosa vergine per caratteristiche, resistenza e anche colorazione avana simil legno. La carta Eco Lucart Natural è risultata vincitrice del premio tra i migliori progetti del premio all’Innovazione Amica dell’ambiente 2010, promosso da Legambiente, Regione Lombardia, Confindustria e Fondazione Cariplo. Come ha dichiarato il direttore marketing dell’azienda, Massimo Oriani: "Siamo orgogliosi di ricevere questo riconoscimento da parte di Legambiente perché rappresenta una importante gratificazione per Lucart Group e il suo impegno costante nella ricerca di prodotti innovativi, progettati per offrire ai consumatori il massimo della qualità nel pieno rispetto dell’ambiente."

Eco Lucart Natural, ha continuato: "è un prodotto eco-rivoluzionario, un’innovativa carta ecologica realizzata recuperando le fibre di cellulosa contenute nei contenitori Tetra Pak attraverso un’esclusiva lavorazione che non prevede l’uso di sostanze dannose per l’uomo e l’ambiente. Eco Lucart Natural rappresenta la nuova generazione di carta ecologica con eccezionali performance di resistenza e assorbenza, il tutto ottenuto senza abbattere nessun albero."

L’azienda svedese Tetra Pak, leader nella produzione di imballaggi per alimenti non è nuova a collaborazioni in favore del recupero dei materiali e della sostenibilità, ricordiamo l’iniziativa svolta assieme a Comieco questa estate che ha mostrato i mille usi della carta, L’altra faccia del macero, una rassegna sul riciclo della carta.

[Fonte: Adnkronos]

 
 
The Juvet Landscape Hotel in Gudbrandsjuvet, Norway is accurately named. Its seven rooms (each a separate building) offer spectacular views of the surrounding area: mountains, streams, valleys, and, no one room can be seen from any other. Once you get over staring out the window and get yourself outdoors, you can ski (even in summer), hike, go white water rafting, camp, and visit the Geirangerfjord Mountain Farm, a UNESCO World Heritage Site.

The Juvet Landscape Hotel, the work of Jensen & Skodvin Architecture is a fantastic reminder of what nature can offer, and why it's worth saving. But with a 1,000,000 euro price tag ($1.28 million) to build it and room rates starting at 210 euros per person per day (a package including all of the mentioned activities runs 360 euros per person per day), it's far from the simplest, greenest way to get outside. Factor in the carbon footprint of getting there, and it's even less so. But you don't have to feel guilty drooling over the photos, and daydreaming just a bit.

Check out some photos via ArchDaily.

 
 
Il Natale è alle porte e fioccano le iniziative per rendere la festa più ecologica e sostenibile che mai, una di queste è BioChristmas, un progetto 100% ecosostenibile.

A Milano, nella suggestiva cornice di Largo Cairoli, sarà allestito un gigantesco albero di Natale illuminato  solamente dall’energia prodotta con le pedalate dei cittadini.

L’iniziativa prende vita dopo la riuscita di EcoChristmas, il Natale ecologico che lo scorso anno è stato organizzato in Largo Cairoli nella cittadina lombarda. Nel Natale 2009 hanno partecipato al progetto 10.000 visitatori che hanno prodotto 500 Kw di energia pulita e pedalato per 4.500 Km circa. Se avessero pedalato su strada avrebbero raggiunto Capo Nord partendo da Milano. L’iniziativa ecosostenibile lo scorso anno è stata insignita del premio di miglior progetto di comunicazione ambientale nella XIII^ edizione del concorso Assorel per le Relazioni Pubbliche.Il Natale con le sue luci, i suo regali e anche con i lauti pasti e lo shopping, è una festa poco ecologica e  ancor meno ecosostenibile. Per renderla tale si possono seguire i nostri consigli, ad esempio sull’acquisto dell’albero di Natale, oppure la guida pratica alle 5 azioni per un EcoNatale, o ancora ricette sostenibilidecorazioni per l’albero fai da te, insomma sul sito troverete molti spunti e curiosità per trascorrere un Natale all’insegna dell’ambiente e della biodiversità. Da una ricerca effettuata da LifeGate è emerso che il Natale è la festa più inquinante dell’anno, con olre 7,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica prodotta, pari a quella prodotta da una famiglia di 3 persone in un anno.
BioChristmas quest’anno raggiunge un’altezza di circa 10 metri, realizzato conmateriali ecosostenibili e Led di ultima generazione alimentati da 11 biciclette. L’albero di Natale nello stesso tempo assorbe anidride carbonica, ossidi di azoto, polveri sottili e nitrati attraverso i materiali di riciclo adoperati, cartoncino in particolare, prodotto dal Gruppo Rene De Medici, seconda azienda europea produttrice di cartoncino riciclato. BioChristmas resterà in Largo Cairoli fino al 6 gennaio 2011.

[Fonti: AdnkronosVirgilio]

 
 
Dubrovnik, fiore all'occhiello delle mete turistiche croate, è pronta a passare al trasporto elettrico. Lo ha annunciato il sindaco, Andro Vlahusic, presentando un piano che dovrebbe funzionare da 'antidot' alla congestione del traffico urbano, che aumenta in modo esponenziale nei mesi estivi. Si prevede di rendere disponibili in affitto per cittadini e turisti biciclette e vetture ad alimentazione elettrica. Il progetto include anche la realizzazione di punti di ricarica alimentati ad energia solare. Le vetture pulite' beneficerebbero di aree di parcheggio gratuite e avrebbero accesso alle corsie preferenziali riservate a mezzi pubblici e taxi. Infine, è in considerazione l'opzione di offrire ogni mese agli utenti del traffico di Dubrovnik, una settimana di trasporti pubblici gratuiti.