Il consumo delle biomasse legnose nell'Unione Europea aumenterà nei prossimi dieci anni, passando dai 346 milioni di metri cubi del 2010 a 573 milioni di metri cubi nel 2020. La quota percentuale dell'energia prodotta dalle biomasse sul totale delle fonti rinnovabili in Europa seguirà invece un cammino inverso, a causa della diffusione sempre più accelerata dell'eolico e del solare: dalla quota attuale pari a circa il 50% scenderà al 40% nel 2020. Le previsioni sono contenute nel rapporto "Real potential for changes in growth and use of EU forests", commissionato dalla Commissione Europea a un team composto da università e istituti di ricerca. La percentuale dell'energia ricavata da biomasse legnose varia molto a seconda dei singoli Stati membri: supera abbondantemente il 75% del totale delle fonti rinnovabili in molti Paesi dell'Europa settentrionale e orientale, con un picco vicino al 100% in Estonia, mentre scende sotto il 25% in Italia. Secondo lo studio, nel prossimo decennio le foreste e le altre grandi fonti di biomasse legnose non potranno conservare in Europa il loro potenziale energetico senza determinare carenze negli altri settori che utilizzano le risorse forestali. Lo studio conclude che uno sfruttamento più efficiente di questa risorsa avrebbe riflessi importanti sulle dinamiche di mercato: se si riuscisse ad aumentare anche solo dell'1% l'efficienza degli impianti di incenerimento, la domanda energetica di biomasse legnose nei 27 Paesi dell'Unione si ridurrebbe di 7,5 milioni di metri cubi. Copyright APCOM (c) 2008