Chiuso per caldo eccessivo. Con questa motivazione il governo australiano ha deciso, per la prima volta, di sbarrare «l’ingresso» del Simpson Desert, una delle più famose attrazioni turistiche dell’Australia. Stop quindi ai fuoristrada dal primo dicembre al quindici marzo prossimi - i mesi estivi del calendario australe. Ne va della vita.

La chiusura, proposta dal South Australian Department for Environment and Heritage (Sadeh), è stata decretata dopo uno studio approfondito sulla «salute» del deserto Simpson, che si estende al centro dell’Australia su di una superficie di oltre 170 mila chilometri quadrati. Risultato? Complice l’effetto serra, la colonnina di mercurio va sempre più su, e quest’anno si prevede possa ampiamente sfondare quota 50 gradi. Troppi per lasciare mano libera ai turisti fai-da-te. Che, se pizzicati oltre i check-point, rischiano una contravvenzione di circa 600 euro.

Le temperature medie sono cresciute di 0,9 gradi dal 1910, secondo l’Australia’s Bureau of Meteorology. Ma i picchi durante la stagione estiva hanno conosciuto incrementi ancora più sostanziosi. Un ulteriore aumento di due gradi, avvertono i climatologi, metterebbe a rischio, per esempio, il 90% della specie australiana per eccellenza, i canguri. «Chiudere il deserto è ormai una questione di buon senso», ha detto Trevor Naismith, direttore regionale del Sadeh, al quotidiano britannico Times. «È nostra intenzione incoraggiare, in modo sempre responsabile, la scoperta del deserto di Simpson. Ma il governo - ha proseguito - ha anche un dovere di protezione nei confronti di questi viaggiatori. Che, a volte, non sono per niente preparati alle dure condizioni del deserto».

«Il Simpson Desert - ha spiegato Naismith - è una vastissima landa desolata: non ci sono alberi, non c’è ombra, e d’estate diventa rovente. D’altra parte stiamo parlando di una delle zone più inospitali di tutta l’Australia, se non del mondo intero». E visto l’intensificarsi degli incidenti, per fortuna solo di rado mortali, il governo ha deciso di mettere la parola fine alle escursioni estive. L’impatto sull’economia locale, peraltro, sarà minimo. Se da una parte, infatti, sono migliaia i viaggiatori che durante «l’alta stagione» decidono di attraversare il deserto, nei mesi estivi non sono più di 35 le jeep che s’avventurano nelle sabbie del Simpson. «Sono in maggioranza turisti europei», ha sottolineato Naismith, «che sfruttano le vacanze invernali e vengono qui per provare l’esperienza del deserto. Ma non capiscono l’enormità delle distanze, la terribile desolazione, e l’asprezza del terreno. Noleggiano il fuoristrada, ci saltano sopra e via».

Il Simpson non va invece attraversato tanto alla leggera. È uno dei deserti sabbiosi più vasti al mondo, occupa il 2,3% della superficie totale australiana. Non ci sono strade, solo piste. E le dune, antichissime, possono essere alte anche 30 metri. «In un momento dell’anno in cui ci sono pochissimi veicoli in giro per il deserto, per non dire nessuno», ha ricordato Naismith, «trovarsi in mezzo al Simpson diventa una situazione potenzialmente mortale. E il rischio si estende anche al personale di soccorso chiamato a intervenire quando insorgono dei problemi». Nella maggior parte dei casi si tratta di jeep bloccate nella sabbia. Ma quando le temperature sono così alte gli automezzi si spaccano anche senza nessuna ragione apparente. E basta restare a corto d’acqua per un periodo anche limitato per rischiare la pelle.

Che è poi ciò che è accaduto due anni fa a un turista europeo, ritrovato «disidratato e mezzo morto» nei pressi del lago di Eyre da un gruppo di cowboy di stanza in un ranch della zona. Ma non tutti si possono dire così fortunati. Nel 1963, nella stessa area, una famiglia britannica - composta di padre, madre e tre figli - non è stata soccorsa in tempo dopo che la loro jeep è rimasta senza benzina. E il loro sepolcro, fatto di pietre, è ancora lì a far da lugubre monito. Il Simpson, d’altra parte, è uno degli ultimi luoghi al mondo ad essere stato esplorato dall’uomo bianco. Solo nel 1936, con la spedizione di Ted Colson, un occidentale riuscì ad attraversarlo interamente. «Ci sono altre alternative», ha infine consigliato Naismith. «I turisti potranno sempre visitare il Witjira National Park, che si trova vicino al Simpson, o recarsi presso il parco naturale di Dalhousie Springs. Sono luoghi splendidi, ma non presentano gli stessi rischi del deserto pieno».


 





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