Il bacino di un lago è un archivio prezioso poiché, attraverso lasedimentazione, conserva informazioni complesse e dettagliate della suastoria e della sua evoluzione. Lo studio di campioni di sedimentoestratti attraverso i carotaggi (resti di organismi viventi e lapresenza di particolari elementi o composti chimici) consente dianalizzare in dettaglio i cambiamenti avvenuti delle condizionifisiche, chimiche e biologiche dei bacini nel corso del tempo. Aspettorilevante di questo ambito di ricerca, l’estensibilità dei risultatianche all’ambiente circostante al lago, per analizzare fenomeni piùcomplessi quali l’inquinamento atmosferico e le variazioni climatiche.

Le indagini condotte sui laghi di montagna dall’Istituto per lo studiodegli ecosistemi (Ise) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr),all’interno del progetto europeo “Emerge”, hanno riguardatoprincipalmente la variazione di temperatura, ph, azoto e fosforo.L’eccessiva presenza nell’acqua di tali sostanze, provenienti dafertilizzanti o detersivi, provoca il fenomeno dell’eutrofizzazione,che ad esempio si esprime in una proliferazione eccessiva di alghemicroscopiche le quali, causando un maggiore consumo di ossigeno,possono determinare la morte dei pesci.

«In molti laghi presi in considerazione si è accertato che ladiminuzione del pH nelle acque - ha spiegato Piero Guilizzonidell’Ise-Cnr - inizia dagli anni Cinquanta con il diffondersi delleimmissioni in atmosfera di composti inquinanti di origineprevalentemente industriale. L’impatto antropico su questi ecosistemi èstato confermato anche dai nostri studi, che hanno rilevato neisedimenti concentrazioni di zolfo e micro-particelle carbonioseoriginate dai processi di combustione di idrocarburi».

Nel corso della ricerca è emersa inoltre l’esistenza di una relazionetra acidità delle acque e condizioni climatiche, in particolare latemperatura. «Le zone della carota a ph relativamente elevatocoincidono con il periodo di avanzamento dei ghiacciai», ha precisatoGuilizzoni. «Durante questi periodi i laghi - ha aggiunto - rimanevanoprobabilmente ricoperti dai ghiacci per buona parte dell’anno e questodeterminava il perdurare di condizioni di mancanza di ossigeno checausavano un naturale consumo di acidità e un aumento del pH delleacque. Nell’ultimo secolo, invece, si è notata una diminuzione di pHdovuta alla deposizione a lunga distanza di inquinanti emessi inatmosfera nelle aree urbane e industriali della Pianura Padana. Piùrecentemente, e in relazione al riscaldamento globale, il pH in alcunilaghi di montagna è tornato ad aumentare a causa sia di un maggiorapporto dal bacino di sostanze tampone (es. carbonati), dovuto a un piùelevato processo erosivo dei suoli, sia della drastica diminuzionedelle immissioni di ossidi di zolfo».

Gli studi sui laghi d’alta quota indicano dunque come questi ambientisiano idonei non solo per lo studio relativo al trasporto a lungadistanza di inquinanti, ma anche per l’analisi delle variazioniclimatiche.
 





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