Dall'incremento dell'efficienza energetica all'ospitalità offerta sui tralicci ai nidi dei rapaci, dagli sforzi per ampliare la percentuale di personale femminile alla concertazione con gli enti locali, dall'attenzione per la formazione dei dipendenti al codice etico interno. Il Rapporto di Sostenibilità 2007 presentato oggi da Terna, l'azienda a partecipazione statale che detiene la stragrande maggioranza della rete elettrica nazionale, è un grande almanacco di "buone azioni" che spaziano dalla tutela ambientale alle relazioni industriali, dal confronto con le comunità locali alla responsabilità sociale d'impresa.

Difficile verificare nel dettaglio la validità e l'efficacia di tutti gli impegni presi, ma l'iniziativa della Spa nata da una costola dell'Enel merita comunque di essere segnalata in quanto rappresenta comunque un'eccezione nel panorama delle imprese italiane. "Su un totale di circa 400 titoli quotati in Borsa - ricorda il direttore delle relazioni esterne Giovanni Buttitta - le aziende italiane che presentano un rapporto di sostenibilità sono appena 14".

"Abbiamo iniziato nel 2006 e siamo arrivati alla terza edizione cercando via via di migliorarlo - precisa Fulvio Rossi, responsabile della Responsabilità Sociale d'Impresa del gruppo - Il Rapporto è certificato dalla società di revisioni Kpmg e vuole far conoscere le attività dell'azienda e le sue performance al di là dei risultati economico finanziari riportati nel bilancio. Per compilarlo ci affidiamo alle linee guide della Sustainabilty Reporting Guidelines definite dal Global Reporting Initiative, un'organizzazione non profit internazionale, applicando in particolare gli indicatori del settore del quale facciamo parte, quello delle electric utilities".

Come detto le azioni elencate nel rapporto sono tante e il ventaglio dei campi d'intervento è vasto. Tra le citazioni ne merita una anche "Lettori per il clima l'iniziativa promossa in collaborazione con Repubblica.it, per la divulgazione della cultura del risparmio energetico a cui hanno partecipato 15.000 utenti". I punti su cui Terna insiste in particolare sono comunque due: la sostenibilità ambientale e il metodo della concertazione nella progettazione delle infrastrutture. L'azienda ha avviato in particolare su base volontaria la stipula di protocolli di intesa con le tutte le regioni (mancano ancora all'appello Veneto, Lazio e Friuli) per integrare ed estendere i principi fissati dalla Vas, la Valutazione ambientale strategica introdotta da una direttiva europea del 2001.

"Il rispetto dell'ambiente e la concertazione con le comunità locali - spiega il direttore della Pianificazione e Sviluppo della Rete Gianni Armani - innescano un circolo virtuoso: consentono di preservare le ricchezze naturali e culturali del territorio, facilitano l'accettazione delle infrastrutture e quindi consentono di ottenere un servizio elettrico più efficiente e benefici economici per la collettività".

Su questi temi Terna si è data obiettivi particolarmente ambiziosi lanciando proprio un anno fa una serie di progetti per ridurre la dispersione di elettricità lungo la rete di distribuzione. Interventi che una volta a regime promettono di garantire il risparmio di trecento milioni di kilowattora, tanti quanti ne consumano centomila famiglie nell'arco di un anno. Allo stesso modo l'azienda si è impegnata a rinnovare le infrastrutture anche dal punto di vista paesaggistico, smantellando lì dove è possibile i vistosi e antiestetici tralicci in acciaio, razionalizzando le linee o interrando i cavi.

Operazione quest'ultima, che si è rivelata un autentico grimaldello per conquistare la fiducia delle istituzioni locali. "Le amministrazioni sono particolarmente sensibili a questa possibilità - ricorda ancora Buttitta - e su questo tema si trova spesso un fertile terreno di incontro. Anche se non risolve tutti i problemi, siamo convinti dell'indispensabilità delle concertazione e grazie ai protocolli regionali gli investimenti in infrastrutture dopo un lungo stop si sono quintuplicati".


 





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